In attuazione della direttiva 2014/95/UE, il D.lgs n. 254 del 30 dicembre 2016 ha introdotto l’obbligo per talune imprese e taluni gruppi di grandi dimensioni di dichiarare - con riferimento agli esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2017 - alcune informazioni di carattere non finanziario (riguardanti ad esempio aspetti ambientali, sociali, attinenti al personale ecc.). In particolare tale normativa si applica a:

a) gli enti di interesse pubblico (così come definiti all’articolo 16 del D.lgs. n. 39/2010; ovvero società emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e dell'Unione europea, banche, imprese di assicurazione ecc.);

b) gli enti di interesse pubblico che siano società madri di gruppi di grandi dimensioni;

c) soggetti diversi dagli enti pubblici economici che volessero effettuare la dichiarazione di carattere non finanziario su base volontaria.

Ai sensi dell’articolo 2 del D.lgs. 254/2016 gli enti di interesse pubblico e i gruppi di società hanno l’obbligo di redigere rispettivamente la “dichiarazione individuale di carattere non finanziario” e la “dichiarazione consolidata di carattere non finanziario” qualora abbiano avuto, in media, durante l’esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a cinquecento, e alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti:

a) totale dello stato patrimoniale: 20.000.000 di euro;

b) totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40.000.000 di euro.

I gruppi di società che rispondono a tali requisiti sono definiti “di grandi dimensioni”.

1. Contenuto della dichiarazione di carattere non finanziario

A norma del D. lgs. 254/2016 la dichiarazione di carattere non finanziario può essere resa sia su base individuale che su base consolidata:

1.1 Dichiarazione individuale di carattere non finanziario

L’articolo 3 pone i requisiti essenziale che la dichiarazione individuale di carattere non finanziario deve avere, nella misura necessaria ad assicurare una corretta comprensione dell’attività dell’impresa, del suo andamento e dell’impatto dalla stessa prodotta (in materia ambientale, sociale, attività del personale, rispetto dei diritti umani e lotta alla corruzione sia attiva che passiva). In particolare la dichiarazione di cui all’articolo 3 comma 1 del D.lgs. 254/2016 si applicherà ai seguenti ambiti:

i. gestione ed organizzazione delle attività dell’impresa (anche con riferimento al D.lgs 231/2001);

ii. politiche praticate dall’impresa in ambito non finanziario;

iii. principali rischi connessi alle attività dell’impresa, ai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali.

Con riferimento agli ambiti suelencati, la dichiarazione deve contenere almeno le informazioni riguardanti:

a) l'utilizzo di risorse energetiche, distinguendo fra quelle prodotte da fonti rinnovabili e non rinnovabili, e l'impiego di risorse idriche;

b) le emissioni di gas ad effetto serra e le emissioni inquinanti in atmosfera;

c) l'impatto sull'ambiente nonché' sulla salute e la sicurezza, o altri rilevanti fattori di rischio ambientale e sanitario;

d) aspetti sociali e attinenti alla gestione del personale, incluse le azioni poste in essere per garantire la parità di genere e le modalità con cui è realizzato il dialogo con le parti sociali;

e) rispetto dei diritti umani, le misure adottate per prevenirne le violazioni, nonché' le azioni poste in essere per impedire atteggiamenti ed azioni comunque discriminatori;

f) lotta contro la corruzione sia attiva sia passiva, con indicazione degli strumenti a tal fine adottati.

Tali dichiarazioni saranno fornite da parte dell’impresa con un raffronto in relazione a quelle fornite negli esercizi precedenti, fatta eccezione in sede di prima applicazione della disciplina ove gli enti di interesse pubblico potranno fornire un raffronto sommario rispetto agli esercizi passati.

Sugli amministratori dell’ente di interesse pubblico ricade la responsabilità di garantire che la dichiarazione sia redatta e pubblicata in conformità a quanto previsto dal D.lgs. 2016 n. 254.

L’organo di controllo, invece, vigila sull’osservanza delle disposizioni del summenzionato decreto e ne riferisce nella relazione annuale all’assemblea. Infine il soggetto incaricato alla revisione legale del bilancio verifica l’avvenuta predisposizione da parte degli amministratori della dichiarazione di carattere non finanziario ed esprime, con apposita relazione, la conformità delle informazioni fornite rispetto a quanto richiesto dal decreto.

1.2 Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario

L’articolo 4 estende la dichiarazione di cui all’articolo 3 anche ai gruppi di grandi dimensioni (purché la società madre sia in linea con i requisiti richiamati all’articolo 2). La dichiarazione consolidata comprenderà sia i dati della società madre sia quelli delle sue società figlie.

2. Regime di pubblicità e sanzioni

Conformemente all’articolo 5 del decreto, la dichiarazione individuale di carattere non finanziario e la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario possono essere contenute:

a) nella relazione sulla gestione di cui all’articolo 2428 del codice civile;

b) in una relazione distinta oggetto di pubblicazione sul registro delle imprese, a cura degli amministratori stessi, congiuntamente alla relazione sulla gestione.

Qualora gli amministratori omettano di depositare la dichiarazione individuale o consolidata di carattere non finanziario, si applica agli stessi una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 20.000 a euro 100.000. Medesima sanzione si applicherà ai componenti dell’organo di controllo che, in violazione dei propri doveri di vigilanza, abbiano omesso di riferire in assembla della non conformità a quanto previsto dal decreto della dichiarazione individuale o consolidata. Nel caso in cui la dichiarazione individuale o consolidata depositata contiene fatti rilevanti non corrispondenti al vero, e salvo che il fatto non costituisca reato, sia gli amministratori che i membri dell’organo di controllo potranno incorrere in una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 150.000 euro.

3. Esoneri e casi di equivalenza

Il Decreto legislativo qui richiamato prevede inoltre alcuni casi di omissioni ed esoneri dalla redazione della dichiarazione Sarà esonerato da tale dichiarazione l’ente, e le sue eventuali società figlie, che è ricompreso nella dichiarazione di carattere non finanziario consolidata:

a) da altra società madre soggetta ai medesimi obblighi o

b) da una società madre di altro Stato membro dell’UE tenuta alla redazione del bilancio consolidato.

4. Modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Si segnala, infine, che l’introduzione in Italia del D.lgs 254/2016 modifica, in parte, l’articolo 123 bis del TUF, introducendo nuove norme di riferimento nella relazione sulla gestione delle società emittenti valori mobiliari.