L’art. 82 del decreto legge 69/2013 (decreto “Del Fare”) detta disposizioni in materia di concordato preventivo con lo scopo di limitare la possibilità di presentare domande al solo fine di ottenere uno schermo dalle azioni esecutive e dalle misure cautelari sul patrimonio, con conseguente diminuzione della tutela del credito.

Le novità introdotte possono essere così riassunte:

  • il tribunale ha la facoltà di nominare, con il provvedimento giudiziale di fissazione del termine per il deposito della proposta e del piano, un commissario giudiziale che ha il compito di esaminare le scritture contabili ed eventuali atti diretti a frodare le ragioni dei creditori come indicati dall’art. 173 legge fallimentare. Laddove il commissario giudiziale accerti che il debitore abbia posto in essere una delle condotte previste dal summenzionato articolo, ne riferisce al tribunale che, verificata la sussistenza delle condotte stesse, dichiara l’improcedibilità della domanda di concordato e l’immediata cancellazione degli effetti protettivi conseguenti alla stessa, nonché, ricorrendone i presupposti, procede alla dichiarazione di fallimento.
  • il debitore ha l’obbligo di fornire al tribunale un elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti nonché informazioni periodiche circa la gestione finanziaria dell’impresa e l’attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano. Inoltre, il debitore deve fornire al tribunale, ogni mese, la situazione finanziaria dell’impresa che, entro il giorno successivo, viene pubblicata nel registro delle imprese a cura del cancelliere. Qualora risulti che l’attività compiuta dal debitore sia manifestatamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, il tribunale, anche d’ufficio, sentito il debitore ed il commissario giudiziale abbrevia il termine concesso per l’adempimento di tali attività, salva la facoltà, in ogni momento, di interpellare i creditori.

Secondo il Tribunale di Pavia, in uno dei primi provvedimenti dopo l’entrata in vigore, lo scorso 22 giugno, dell’art. 82 del decreto “Del Fare”, tali disposizioni si applicano anche alle procedure pendenti.

Tale affermazione trova fondamento in quanto l’articolo 82 del D.L. 69/2013 non contiene alcuna norma transitoria, seppure dovrà esserne valutata caso per caso la compatibilità con le procedure di concordato già pendenti.

In particolare, la disposizione che prevede la nomina del commissario giudiziale troverebbe applicazione a tutte le procedure pendenti e quindi anche ai procedimenti nei quali al deposito della domanda non abbia ancora fatto seguito l’emissione del decreto di concessione del termine, come avvenuto nel caso all’attenzione del Tribunale di Pavia, in conformità alla ratio della disposizione che urge l’immediata applicazione di uno strumento che sia idoneo ad impedire a società in concordato di porre in essere condotte abusive a danno dei creditori.