Con il Decreto Legge 21 giugno 2013 n. 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, c.d. “Decreto Fare” (Pubblicato nella Gazz. Uff. 21 giugno 2013, n. 144, S.O.), finalmente il Governo ha reso possibile rendere l’offerta di accesso ad internet al pubblico libera.

Questo sostanzialmente significa che il gestore di un locale pubblico, di un caffè o un ristorante per intenderci non dovrà piu’ eseguire l’ identificazione personale degli utilizzatori. Resta fermo pero’ l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento (MAC address).

La registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici.

Non solo, se se l’offerta di accesso ad internet non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore, non e’ necessaria l’autorizzazione, ex articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante il “Codice delle comunicazioni elettroniche”, ne’ la licenza del questore, ex articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155.