Il 5 aprile scorso l’Avvocato Generale Campos Sànchez-Bordona (AG) ha rassegnato le proprie conclusioni nell’ambito della causa C-245/16 pendente innanzi alla Corte di Giustizia (CdG) e instaurata su un rinvio pregiudiziale da parte del TAR Marche. Il giudice amministrativo di primo grado italiano ha richiesto alla CdG di pronunciarsi in merito al significato da attribuire alle nozioni di “impresa in difficoltà” e di “procedura di insolvenza” rispettivamente previste ai paragrafi 6, let. c), e 7, let. c), del Regolamento 800/2008 (Regolamento). Tale Regolamento, che individua talune categorie di aiuti di Stato compatibili con il mercato comune e, pertanto, legittime ai sensi del diritto UE, esclude espressamente dall’ambito della propria applicazione “…gli aiuti alle imprese in difficoltà…”, intendendo per impresa “in difficoltà” “…una PMI che soddisfa le seguenti condizioni: […] c)indipendentemente dal tipo di società, qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza…”.

Il rinvio ha avuto origine da una controversia nazionale instaurata dalla società Nerea S.p.A. (Nerea) contro la revoca di un contributo pubblico concesso a partire dal 2007 dalla Regione Marche a carico del programma del Fondo europeo di sviluppo regionale. Tra i requisiti che i soggetti beneficiari dovevano rispettare per la concessione di tale contributo figurava infatti la condizione che, al momento della presentazione della domanda, l’impresa non si trovasse in condizioni di “difficoltà” ai sensi del Regolamento. Inoltre, il bando in commento imponeva alle imprese beneficiarie il rispetto del vincolo di stabilità in capo alle stesse, da garantire nei cinque anni successivi dalla data di ultimazione dell’operazione cofinanziata. La società Nerea otteneva tale incentivo ma, poiché nel 2013 questa richiedeva e veniva ammessa alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale ex art. 186-bis l. fall. introdotta nel 2012, la Regione procedeva alla revoca dell’aiuto e alla richiesta della restituzione dell’importo già versato.

Nelle conclusioni in commento, l’AG, chiamato a pronunciarsi sulla possibilità di considerare il concordato preventivo con continuità aziendale alla stregua di una “procedura di insolvenza” ai sensi del Regolamento, e quindi la società Nerea come “impresa in difficoltà”, ha innanzitutto chiarito come non assuma alcun rilievo a tal fine la distinzione tra procedure di insolvenza avviate ex officio (come ad es. in Italia è il fallimento) o quelle iniziate su istanza di parte (com’è invece il caso del concordato preventivo), applicandosi le disposizioni del Regolamento tanto alle une quanto alle altre. L’AG ha poi ricordato come la forma “tradizionale” di concordato preventivo (preesistente alla riforma del 2012) sia contemplata tra le “procedure di insolvenza” dei vari Stati membri previste dal Regolamento 1346/2000, rimettendo pertanto al giudice del rinvio il compito di verificare se tale “nuovo” concordato preventivo con continuità aziendale possa essere considerato come una modalità di “concordato preventivo”, e, pertanto, una “procedura di insolvenza” ai sensi del diritto UE, comprensivo altresì del Regolamento.

Infine, chiamato a pronunciarsi anche sulla questione relativa alla possibilità dello Stato membro di revocare un aiuto concesso nei confronti di un’impresa successivamente assoggettata ad una procedura di insolvenza, l’AG ha chiarito come, ai sensi del Regolamento, tale circostanza – ossia il fatto di essere una “impresa in difficoltà” – rilevi solo al momento della concessione dell’aiuto, impendendone l’effettiva dazione. Tuttavia, l’AG ha tenuto a precisare come le autorità nazionali possono comunque procedere alla revoca dell’aiuto e al recupero delle somme già corrisposte anche nei confronti di un’impresa assoggettata ad una procedura di insolvenza successivamente alla corresponsione dell’aiuto, “…se, conformemente al loro diritto interno, l’impresa beneficiaria ha disatteso le disposizioni del bando che disciplinavano la concessione di tale aiuto…”.

Sarà ora interessante vedere se la CdG, che si pronuncerà definitivamente sulla questione, confermerà o meno le valutazioni dell’AG.