Qualunque attività effettuata su Internet è registrata sui siti in cui viene eseguita (da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni, in funzione della legislazione dello Stato di origine del gestore) e l'autore è, generalmente, SEMPRE rintracciabile da parte degli organi di controllo preposti (Polizia Postale, Carabinieri, Guardia di Finanza) e a seguito di un ordine di procedura da parte dell'Autorità Giudiziaria.

Questa è la nostra premessa. Da qui la nostra domanda.

Sostituirsi, sui social network, ad una persona reale o crearsi un falso profilo per navigare in forma anonima, è reato?

Sì, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, in quanto: “chi crea una identità falsa su internet anche solo con un nickname, riconducibile a un’altra persona, risponde del reato di sostituzione di persona”. Perdippiù, nel caso in cui vengano pubblicate frasi che ledono la reputazione della persona di cui si è creato il falso profilo, si commetterà il reato di diffamazione aggravata.

Secondo la Suprema Corte, tale reato ricorre non solo quando si “rubi” il nome di battesimo di un altro soggetto, ma anche quando si utilizzi un semplice nickname riconducibile inequivocabilmente a una persona fisica esistente. Sebbene, infatti, il nickname rappresenti soltanto una identità virtuale usata nello spazio telematico, non per questo è priva di una sua valenza concreta. Proprio attraverso i nick, infatti, gli utenti di internet si riconoscono e comunicano.

La Cassazione tuttavia tende a precisare che il reato non è costituito dalla creazione di falsi account facebook, ma dal fatto stesso di utilizzare l'account falso per sostituirsi ad un'altra persona, al fine ad esempio di diffamarla attraverso l’uso di messaggistica istantanea, chat, o altro ancora.

In base ai dati rilevati sembra che su facebook un profilo su tre sia falso. Perché accade questo?

Il profilo falso viene solitamente utilizzato per superare le remore e i tabù riguardanti la propria vita privata, cosa generalmente non facile quando si utilizza il proprio profilo ufficiale dove, al contrario, si tende ad avere un comportamento più equilibrato. Tuttavia non si deve dimenticare che nonostante si possano cambiare il proprio nome e cognome questo non vuol dire che non si possa essere rintracciati, in quanto ogni connessione internet può essere localizzata in modo molto precisa attraverso l'ID utente. Chi si iscrive su facebook, anche se non rende pubblici i propri dati, lascia sempre, infatti, una traccia di sé, del suo ingresso, del suo accesso, della sua navigazione. Una traccia di sé può, ad esempio, essere un indirizzo mail, un account, da cui possono partire le indagini della polizia postale.

Purtroppo sia per superficialità, sia per scarsa dimestichezza con il mezzo virtuale, si è indotti sempre più spesso a pensare che il nostro mondo rimanga appannaggio di una schiera di pochi eletti (amici), ignorando che attraverso un qualunque social network rischiamo di mettere letteralmente "in piazza" la parte più intima di noi. Dietro l'anonimato è molto più facile dire ciò che si pensa oppure disturbare e molestare persone che poco ci piacciono ma tale comportamento può sfuggire di mano, fino a provocare veri e propri danni. Il tutto in virtù della convinzione che l'anonimato o l'alterazione dell'identità siano un'armatura impenetrabile.