Con sentenza n. 351 del 17.1.2013 – 6.3.2013, il TAR del Veneto ha riconosciuto i danni patiti da un’azienda, patrocinata in giudizio dallo studio Zambelli-Tassetto, la quale è stata illegittimamente esclusa dall’aggiudicazione di un appalto pubblico per la fornitura di pellicole radiografiche (con noleggio di attrezzature radiologiche e relativa assistenza post vendita), bandito da un’azienda sanitaria locale.

Appalto, nei 4 anni di vigenza contrattuale, del valore di circa 1,5 milioni di euro.

Il Tar ha liquidato i pregiudizi economici derivanti dalla mancata aggiudicazione dell’appalto e dall’esaurimento del periodo di fornitura contrattualmente previsto in un importo pari al 3% della offerta annua avanzata dalla ricorrente, per tutti gli anni previsti dal bando di gara, quale margine netto di guadagno che l’impresa avrebbe potuto lucrare dall’aggiudicazione illegittimamente negata.

È stato, inoltre, riconosciuto il danno curriculare per la mancata aggiudicazione della commessa nella misura dello 0,50 % della offerta annua, come tale comprensivo anche del danno di immagine che la mancata aggiudicazione ha comportato quale riflesso nell’ambiente professionale ove opera la società ricorrente.

Somme alle quali aggiungere, essendo debiti di valore, gli interessi e la rivalutazione monetaria come per legge dovuti, individuati secondo i ratei di pagamento effettivamente svolti dalla stazione appaltante alla aggiudicatrice per tutto il periodo di validità del contratto sino all’effettivo soddisfo.

Il tutto sul presupposto della impossibilità di modificare l’offerta di gara che, una volta formulata, alla luce dei principi generali propri della normativa dei contratti ad evidenza pubblica, non può essere modificata o rettificata pena la violazione dei principi della par condicio ed imparzialità che devono, sempre, presiedere l’operato della seggio di gara.