Come accennato, e sulla base di recenti statistiche pubblicate da Gray Page, lo scorso anno gli incidenti nel Golfo di Guinea sono aumentati del 21 per cento, con 87 incidenti rispetto ai 72 nel 2012, ed i 70 del 2011.

Certi tipi di incidenti marittimi sono sensibilmente aumentati. I rapimenti sono cresciuti dell’85 per cento ma, mentre questi sono aumentati, le probabilità di successo dei tentativi di sequestrare la nave per rubare il carico sono drasticamente diminuiti.

Lo scorso anno ha anche visto un movimento geografico dei rapimenti e sequestri, che si sono diffusi nelle zone orientali e meridionali. Vi sono stati meno sequestri nel Golfo del Benin (area tipica per i sequestri), ma un’ondata di sequestri ed attacchi nel Golfo del Biafra, in particolare nelle acque locali del Delta del Niger. Più recentemente, i pirati hanno preso una nave cisterna, la m.t. KERALA, ben più a sud, nelle acque territoriali dell’Angola, vicino a Luanda, confermando la preoccupante estensione della loro zona operativa.

Quindi, cosa sta accadendo a largo della costa dell’Africa Occidentale?

Sequestro per il furto del carico

Nel 2012 ci sono stati 11 sequestri in totale in Africa Occidentale, 8 dei quali diretti al furto del carico. Nel 2013, ci sono stati nove sequestri di cui soltanto tre diretti al furto del carico. Le maggiori misure di sicurezza, unite alla poca esperienza dei nuovi gruppi di pirati, hanno contribuito alla riduzione del fenomeno.

Con l’aumento dei controlli delle autorità portuali e delle forze armate internazionali nel Golfo del Benin l’area di attacco si è spostata più a sud-est ed ovest, come mai prima. In particolare, nel mese di Luglio 2013 si è verificato il sequestro della petroliera MT COTTON, presa di mira per il carico di Marine Diesel Oil (MDO) nelle acque a largo del Gabon, un’area che non era mai stata precedentemente soggetta ad attacchi per il furto del carico. A seguito del sequestro, i pirati hanno dirottato la nave verso il Ghana, dove hanno scaricato il carico in altra imbarcazione più leggera. L’aumento della vigilanza non ha solo creato un deterrente per i pirati ad operare nel Golfo del Benin, ma in alcuni casi ha portato all’intercettazione dei sequestri prima che il carico venisse rubato. Durante il sequestro della petroliera NORTE nell’agosto 2013, le forze militari Nigeriane sono riuscite a trattenere il gruppo di pirati prima che riuscisse ad effettuare il trasferimento del carico ad altra nave. Allo stesso modo, nel luglio 2013, la marina militare francese ha impedito il sequestro della petroliera ADOUR, mentre i pirati erano in controllo della nave. Tali interventi hanno senz’altro influito sul numero dei sequestri del carico nel 2013.

Inoltre, la consapevolezza della minaccia ha fatto sì che molti armatori e noleggiatori prendessero maggiori misure per ridurre la loro vulnerabilità, con navi maggiormente protette ed equipaggi consapevoli del bisogno di aumentare la guardia e vigilanza. Alcuni armatori stanno anche assumendo guardie armate locali per la scorta lungo l’area a rischio. Si ritiene che la combinazione di queste misure abbia contribuito ad un minore numero di sequestri ai fini del furto del carico nel 2013.

Tuttavia, il buon andamento del mercato illegale nigeriano del carburante costituisce forza motrice di questo tipo di crimine nel golfo di Guinea. Dal momento che non ci sono segnali della riduzione della domanda per prodotti petroliferi illegali in Nigeria, il sequestro ed il furto del carico rimangono una elevata minaccia per il 2014.

Le petroliere rimangono soggette a rischi piuttosto significativi quando all’ancora a Lagos, Cotonou, Abidjan ed in acque più orientali a largo di Gabon e Guinea Equatoriale. Inoltre, come notato sopra, nel gennaio 2014 vi è stato il sequestro di una petroliera al largo dell’Angola.

Rapimento

Seppure i sequestri diretti al furto del carico siano diminuiti, il sequestro di persona a fini di riscatto ha visto un incremento dell’85 per cento nel 2013, paragonato ai livelli registrati nel 2012. Gruppi criminali con questa finalità hanno esteso le loro operazioni al di fuori dei confini del Delta del Niger, più ad est verso Cameroon e Gabon, e a sud soprattutto nelle vicinanze delle piattaforme petrolifere del Delta del Niger. Nel gennaio 2014, un gruppo di pirati si è spinto sino alle acque della Guinea Equatoriale per sequestrare il capitano ed un ingegnere dalla nave Ro-Ro San Miguel. Questo è stato il primo caso di sequestro a fini di riscatto registrato così lontano, a sud est del Delta del Niger.

Per i gruppi dei rapitori, i benefici in termini economici per i pagamenti dei riscatti per persona si sono stimati intorno ai 50-60,000 dollari.

La maggior parte dei sequestri nel 2013 hanno avuto come obiettivo le Offshore Support Vessels (OSVs) operanti nel campo del petrolio nel Delta del Niger. Tali tipi di imbarcazione sono state prese di mira a causa della semplicità dell’abbordaggio, operazioni prevedibili e bassa velocità. Inoltre, il pagamento dei riscatti si è sempre rivelato proficuo, date la alte somme pagate. Come ad esempio nell’ottobre 2013 quando due soldati Americani sono stati rapiti dalla piattaforma C-RETRIEVER mentre stava procedendo verso una stazione operativa di Chevron nel Delta del Niger. I due sono stati poi rilasciati nel Novembre 2013 a seguito del pagamento del riscatto.

Sino ad ora, nel 2014, sono stati riportati diversi incidenti relativi al crimine marittimo nell’ Africa Occidentale, almeno cinque dei quali nella regione del Delta del Niger. È interessante valutare come questi incidenti siano diminuiti rispetto al 2012 seppur, tuttavia, ci si aspetta un alto livello di criminalità nella regione, in particolare nella regione del Delta del Niger e del Golfo del Biafra.