In data 20 aprile 2013, è entrato in vigore il D.lgs 14 marzo 2013, n. 33, il quale si pone l’obiettivo di riordinare la disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

Il provvedimento, che abroga inter alia l’articolo 18, recante “Amministrazione Aperta”, del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134,  individua infatti gli obblighi di trasparenza concernenti l’organizzazione, l’attività delle pubbliche amministrazioni e le modalità per la sua realizzazione, al fine di consentire l’accessibilità totale delle informazioni ad esse pertinenti, favorendo in questo modo forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Con il D.lgs 33/2013, il Legislatore ha inteso, quindi,  perseguire il raggiungimento dell’obiettivo dell’ open data della pubblica amministrazione.

Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria delle pubbliche amministrazioni possono essere cosi’ accessibili da chiunque voglia conoscerli,  fruirne gratuitamente, ed utilizzarli.

Inoltre, ai sensi del provvedimento in esame, gli obblighi di pubblicazione dei dati personali diversi dai dati sensibili e dai dati giudiziari, vengono perseguiti attraverso la diffusione dei dati medesimi attraverso siti istituzionali, ed attraverso il loro trattamento secondo modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web ed il loro riutilizzo nel rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali.

La pubblicazione nei siti istituzionali, di dati relativi a titolari di organi di indirizzo politico e di uffici o incarichi di diretta collaborazione, nonché a dirigenti titolari degli organi amministrativi è comunque finalizzata alla realizzazione della trasparenza pubblica, che integra una finalità di rilevante interesse pubblico nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

In tal senso, quindi, restano fermi i limiti alla diffusione e all’accesso delle informazioni di cui alla L.241/1990 e al Dlgs 322/1989, di quelli previsti dalla normativa europea in materia di tutela del segreto statistico e di quelli che siano espressamente qualificati come riservati dalla normativa nazionale ed europea in materia statistica, nonché quelli relativi alla diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.