Un nuovo strumento per la protezione del credito all’interno dell’Unione Europea è finalmente entrato in vigore il 18 gennaio 2017 – Regolamento UE n. 655/2014 del 15 maggio 2014. Esso consente ai creditori di ottenere un’Ordinanza Europea di Sequestro Conservativo (OESC) relativamente alle somme depositate sul conto corrente del debitore presso uno Stato Membro diverso da quello d’origine.

Tale procedura è rivolta alla protezione del credito nelle operazioni transnazionali. I crediti derivanti da rapport matrimoniali, testamento, successioni e contro le persone giuridiche insolventi sono esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento, così come i crediti il cui accertamento è sottoposto ad arbitrato. 

L’OESC può essere emessa:

  1. prima dell’inizio di una procedura sul merito o durante il suo corso. In questo caso, il creditore procedente deve dimostrare i) che una misura cautelare sia necessaria per il recupero del credito e che ii) la sua pretesa contro il debitore abbia possibilità di accoglimento nel merito iii) oltre che fornire una garanzia;
  2. in una fase successiva rispetto all’emissione di una decisione dell’autorità giudiziaria di uno Stato Membro la quale ordini al debitore di adempiere. In questa ipotesi, il creditore dovrà solamente dimostrare che una misura cautelare sia necessaria per il recupero del credito.

La competenza per l’emissione della OESC è definita come segue:

  • se il creditore non ha ancora ottenuto una decisione sul merito, l’autorità competente è quella che sarebbe competente per la decisione sul merito;
  • se il debitore è un consumatore, la competenza è riservata all’autorità presente al domicilio del debitore stesso;
  • se il creditore ha già ottenuto una decisione sul merito, l’OESC dovrà essere richiesta presso l’autorità giudiziaria dello Stato Membro in cui tale decisione è stata emessa.

La procedura è molto snella e semplice:

  1. il giudice è tenuto ad emettere una decisione entro cinque o dieci giorni lavorativi (a seconda se il creditore abbia già ricevuto una decisione sul merito o meno);
  2. se la richiesta viene rigettata, il creditore può appellare l’ordinanza entro il termine di trenta giorni;
  3. se emessa, l’OESC viene notificata alla banca la quale provvede a bloccare la somma corrispondente. Entro tre giorni lavorativi, quest’ultime è tenuta a notificare una dichiarazione contenente l’indicazione delle somme bloccate (se disponibili);
  4. successivamente, l’OESC sarà notificata al debitore, unitamente ai documenti rilevanti ed alla dichiarazione della banca. Al debitore ed ai terzi interessati è data facoltà di appellare l’ordinanza.

La procedura sopra descritta dovrebbe essere piuttosto veloce. Tuttavia sarà compito delle autorità degli Stati Membri rispettare i rigorosi termini stabiliti dal Regolamento.

Inoltre, nel caso in cui il creditore non disponga di informazioni relative ai conti correnti, potrà inoltrare una richiesta all’autorità competente al fine di identificare la banca ed i conti di cui il destinatario dell’OESC sia titolare.

Questo strumento certamente renderà più semplice ai creditori la tutela dei propri crediti nei confronti di debitori stranieri, evitando le lungaggini e la burocrazia nell’esecuzione dei titoli esecutivi esteri.