In data 22 ottobre 2018, laPremier Theresa May ha riferito al Parlamento britannico le conclusioni dell’incontro del Consiglio Europeo (Articolo 50) del 17 ottobre 2018 sullo stato di avanzamento delle trattative per la Brexit, sottolineando i progressi raggiunti nelle negoziazioni. In particolare, ha evidenziato che è stato sviluppato un Protocollo relativo alle zone di sovranità del Regno Unito a Cipro, a cui si applicano le disposizioni speciali previste dal Protocollo 3 allegato all’Atto di adesione del 2003 di Cipro all’Unione[1], nonché, a seguito di dialoghi con la Spagna, un Protocollo relativo allo status di Gibilterra che verrà allegato all’Accordo di recesso. A tal riguardo, il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha aggiunto che le Autorità spagnole e britanniche stanno lavorando ad una serie di memoranda per le relazioni bilaterali tra Spagna e Regno Unito sulle questioni riguardanti Gibilterra, come la tassazione, la cooperazione in materia di ambiente, la sicurezza e i diritti dei cittadini, dichiarando che “…Gibraltar is not going to be a problem in reaching an agreement on Brexit…”.

La Premier britannica ha riconosciuto che una delle principali questioni rimaste aperte è quella relativa alla cosiddetta soluzione di backstop, che prevede che, in assenza di un accordo alternativo, l’Irlanda del Nord rimanga parte del Mercato unico e dell’Unione doganale. Un tentativo di accordo su tale questione era stato tentato la settimana precedente il meeting del Consiglio Europeo (Articolo 50). Tuttavia, tale iniziativa non aveva avuto successo e Theresa May ha respinto la proposta europea, in quanto avrebbe implicato la creazione di una barriera doganale tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord, spezzando l’integrità del Regno Unito.

Secondo la Premier britannica, al fine di risolvere l’impasse, rimane necessario creare un territorio doganale comune tra Regno Unito e Unione Europea, tutelando in tal modo l’Accordo del Venerdì Santo del 1998. In alternativa alla soluzione di backstop, Theresa May ha proposto un’estensione del periodo transitorio, sottolineando tuttavia che sia preferibile in ogni caso raggiungere un accordo entro il 1 gennaio 2021, ed evidenziando altresì l’importanza di garantire un accesso costante e continuo per le imprese dell’Irlanda del Nord all’intero mercato interno del Regno Unito.

Sulla possibilità di un’estensione del periodo transitorio, il 24 ottobre 2018, riferendo le conclusioni dell’incontro del Consiglio Europeo (Articolo 50), il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha affermato che “…if the UK decided that such an extension would be helpful to reach a deal, I am sure that the leaders would be ready to consider it positively…”. Nonostante le preoccupazioni espresse dal Presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, sul fatto che l’eventualità di un “no-deal Scenario” sia invece sempre più vicina, Tusk ha osservato che le negoziazioni sulla Brexit continueranno con l’obiettivo di raggiungere un accordo.