Il 28 febbraio 2017 la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge C-259 recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

L’intervento legislativo incide significativamente sul controverso tema della responsabilità medica, comportando talune rilevanti modifiche normative (oltre che in ambito civile, anche) sotto il versante penale, mediante l’introduzione dell’autonomo titolo di reato “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”, al nuovo art. 590 sexies cod. pen. 

La nuova fattispecie incriminatrice, essendo rivolta unicamente agli operatori sanitari, si configura quale ‘norma speciale’ rispetto alle tradizionali ipotesi codicistiche di lesioni personali e omicidio colposo di cui agli artt. 589 e 590 cod. pen., di cui condivide il trattamento sanzionatorio.

Il vero rilievo della nuova disposizione consiste, tuttavia, nella previsione della specifica ‘causa di non punibilità’ inserita al secondo comma<span "="">: sulla scia di quanto precedentemente previsto dall'art. 3, comma 1, del D.L: 158/2012, convertito con modificazioni, dalla Legge n. 189/2012 (cd. ‘Decreto Balduzzi’, contestualmente abrogato), il nuovo articolo 590 sexies c.p. esclude la punibilità degli operatori sanitari per i reati in essa contemplati in caso di evento dovuto a imperizia, qualora essi si attengano alle raccomandazioni delle linee guida o, in mancanza, alle best practises clinico-assistenziali, e – in ogni caso - a condizione che esse si rivelino adeguate alle specificità del caso concreto.

In effetti, la nuova fattispecie, che va notevolmente apprezzata in punto di chiarezza, recepisce gli orientamenti giurisprudenziali espressi negli ultimi anni in ordine all’ambito di operatività della causa di esenzione di responsabilità in campo medico, risolvendo, a livello normativo, la ben nota querelle dottrinale sviluppatasi a seguito dell’entrata in vigore dell’oramai abrogato Decreto Balduzzi.