La Corte di Giustizia Europea, sez. X, con pronuncia del 10 luglio u.s. C-358/12 ha sciolto i dubbi posti dal TAR Lombardia – Milano in ordine alla revoca dell’aggiudica di un appalto c.d. “sopra soglia” ad una società, stante la irregolarità del DURC per un importo pari ad euro 278,00.

Secondo il Giudice europeo, i principi di proporzionalità e trasparenza non confliggono con la normativa nazionale, di cui all’ articolo 38 del decreto legislativo n. 163/2006, ripresa nella lex specialis oggetto di giudizio. Nella citata norma, si prevede l’esclusione del concorrente per il quale siano state accertate violazioni gravi delle disposizioni di legge in materia contributiva, ritenendo non necessarie ulteriori gradazioni del carattere di gravità ai fini dell’esclusione. In punto di diritto, il TAR Lombardia ha posto un problema di proporzionalità ed opportunità della sanzione dell’esclusione per omissioni negli adempimenti retributivi che, seppur rientranti nel range di gravità definito come tale dalla legge, hanno comunque un portata oggettivamente irrisoria. In estrema sintesi il Giudice amministrativo di prime cure ha posto l’attenzione sulla valenza in senso assoluto dell’indice gravità stabilito ex lege.

Per espressa previsione dell’articolo 8 del d.m. lavoro del 24 ottobre 2007 si ritiene non grave solo lo scostamento dei versamenti contributivi che sia inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate o, comunque, inferiore a 100 euro , fermo restando l’obbligo di versamento dell’importo entro i 30 giorni successivi al rilascio del Durc. La Corte di Giustizia Europea prendendo atto che le disposizioni comunitarie, a tal riguardo, rinviano alla legislazione del singolo stato membro e pur non ritenendo confliggente la normativa nazionale con i principi europei per le citate inadempienze, ai fini dell’esclusione da gare pubbliche, sul grado di rigore afferma che “potrebbe variare a seconda dei casi, in funzione di considerazioni di ordine giuridico, economico o sociale prevalenti a livello nazionale. In tale ambito, gli Stati membri hanno il potere di attenuare o di rendere più flessibili i criteri stabiliti da tale disposizione”