L’art. 1-bis del Decreto, introdotto dalla Legge di conversione, prevede una “procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata” per la definizione dei debiti tributari dell’eventuale stabile organizzazione esistente in Italia.

2.1 Ambito soggettivo

Possono accedere alla procedura, salvo che vi sia già formale conoscenza di accessi, ispezioni e verifiche, o dell’inizio di qualunque attività di controllo amministrativo o dell’avvio di procedimenti penali relativi all’ambito di applicazione dell’istanza, le società e gli enti non residenti di cui all’art. 73 comma 1, lett. d), del TUIR che soddisfano le seguenti condizioni:

•appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro annui;

•effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato per un ammontare superiore a 50 milioni di euro annui avvalendosi di società residenti o di stabili organizzazioni in Italia di società o enti non residenti appartenenti allo stesso gruppo societario.

Specifici criteri sono previsti per la determinazione delle predette soglie di 1 miliardo e di 50 milioni annui.

2.2 Procedura

La procedura prevede la richiesta all’Agenzia delle Entrate di una valutazione circa la sussistenza dei requisiti che configurano una stabile organizzazione mediante presentazione di apposita istanza per l’accesso al regime di adempimento collaborativo di cui al D.Lgs. 5.8.2015 n. 128; qualora sia constatata la sussistenza di una stabile organizzazione, è possibile la definizione in contraddittorio con il contribuente, mediante accertamento con adesione, dei debiti tributari della stabile organizzazione stessa per i periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni.

2.3 Effetti della definizione

A seguito del versamento delle somme dovute in base all’accertamento con adesione, le sanzioni amministrative applicabili sono ridotte alla metà e non trova applicazione il reato di omessa dichiarazione.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni in commento. Resta ferma la facoltà di richiedere all’Amministrazione Finanziaria la valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione nel territorio dello Stato nell’ambito degli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale3.