Nell’intento di consentire all’Agenzia delle Entrate l’acquisizione di elementi utili ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, l’obbligo di comunicazione è stato esteso anche a qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti dell’impresa dalle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore (a prescindere dalla concessione in godimento di beni agli stessi).

Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione gli apporti i cui dati siano già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria (ad es. finanziamenti effettuati per atto pubblico o scrittura privata autenticata).

Inoltre devono essere comunicati solo i dati relativi a finanziamenti e capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600,00 euro nell’anno di riferimento.
Non appare, tuttavia, chiaro se detto limite debba tenere conto dei soli importi erogati ovvero del saldo risultante alla fine dell’esercizio al netto di eventuali restituzioni. Attesa la ratio della disciplina, dovrebbe assumere rilievo la capacità di finanziamento nel suo complesso che si manifesta sotto forma di importi erogati, a prescindere da eventuali successive restituzioni. Sul punto è ovviamente auspicabile un chiarimento dell’Amministrazione Finanziaria.

Merita di essere rilevato che l’estensione dell’obbligo di comunicazione a finanziamenti e capitalizzazioni non è conforme al dettato normativo del D.L. n. 138/2011 che prevede unicamente l’obbligo di comunicare “all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento”.