Il 22 marzo 2017, la Commissione Europea ha presentato una proposta di direttiva il cui obiettivo è quello di consentire alle autorità nazionali garanti della concorrenza (ANC) di applicare più efficacemente la legislazione antitrust dell'Unione, dotandole di tutti gli strumenti necessari allo scopo.

I contatti tra la Commissione e le ANC sono già attualmente molto frequenti, grazie alla creazione, nel 2004, della rete europea della concorrenza (European Competition Network - ECN), che ha rafforzato la loro cooperazione. Le ANC sono responsabili dell’85% di tutte le decisioni di applicazione delle norme antitrust dell’Unione adottate tra il 2004 e il 2014. Per il tramite dell’ECN esse sono in grado di restare costantemente in contatto con la Commissione ed affrontare al meglio i casi rilevanti ai sensi degli articoli 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).

Va sottolineato che l’ECN non è un’istituzione, non ha personalità giuridica e costituisce lo strumento attraverso il quale si realizza la stretta collaborazione prevista dal regolamento (CE) n. 1/2003 del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 dell’allora Trattato CE. La rete rappresenta un forum di discussione che si occupa di una vasta gamma di temi. Le regole in materia di cooperazione e di comunicazione tra le ANC e la Commissione sono stabilite dal suddetto regolamento e dalla Comunicazione della Commissione del 2004 sulla cooperazione nell'ambito della rete delle autorità garanti della concorrenza (GU C 101 del 27.4.2004).

Le nuove norme proposte dalla Commissione sono il risultato di un attento processo di analisi delle problematiche dell’enforcement antitrust che aveva preso il via con la comunicazione della Commissione "Dieci anni di applicazione delle norme antitrust ai sensi del regolamento (CE) n. 1/2003: risultati e prospettive future" (COM (2014) 453). Questa comunicazione evidenziava alcune aree elettive di intervento per rendere più efficiente l’applicazione delle norme antitrust europee da parte delle ANC. L’analisi era poi proseguita mediante una consultazione pubblica tenutasi nel 2015, seguita, nel 2016, da un’audizione pubblica presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo. Il documento che la Commissione ha presentato è il risultato di questo lavoro pluriennale e mira a rafforzare il mercato unico europeo riconoscendo alle ANC maggiori poteri e strumenti adeguati e omogenei per l’applicazione delle norme antitrust.

Il testo proposto dalla Commissione prevede, in particolare, che le ANC:

  • agiscano in maniera autonoma nell'applicare le norme antitrust dell'Unione e operino in modo imparziale, senza prendere istruzioni da enti pubblici o privati;
  • dispongano delle risorse finanziarie ed umane necessarie per svolgere il proprio lavoro;
  • siano dotate di tutti i poteri necessari per raccogliere qualunque prova pertinente, ivi compreso il diritto di ispezionare telefoni cellulari, computer portatili e tablet;
  • dispongano di strumenti adeguati per imporre sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazioni delle norme antitrust;
  • dispongano di programmi di trattamento favorevole coordinati miranti ad incoraggiare le imprese a denunciare l'esistenza di cartelli illegali.

Lo strumento della direttiva è stato ritenuto il più opportuno a garantire che ogni Stato membro possa adattare le disposizioni in essa contenute alle specificità nazionali.

La proposta di direttiva dovrà ora seguire il normale iter legislativo ed essere sottoposta al Parlamento Europeo e al Consiglio. Una volta adottata, essa andrà ad affiancare il regolamento (CE) n. 1/2003 e, salvo che il testo finale non disponga diversamente, gli Stati membri disporranno di 2 anni per recepirne le disposizioni nei propri ordinamenti nazionali.