Il Consiglio di Stato, sez. VI, con la recente sentenza del 15 novembre 2016 n. 4705, ha riconosciuto come legittimo il provvedimento imposto dal prefetto di Cagliari che per motivi di ordine pubblico ha ordinato ad una società di handling aereoportuale di provvedere agli adempimenti di propria competenza necessari per l’imbarco dei passeggeri, consentendo quindi l'immediata partenza di un volo, «atteso che l'omessa prestazione da parte dell'handler avrebbe compromesso l'intero servizio del vettore con rischio per gli interessi pubblici implicati».

Nella specie, la società di handling, in ragione di un contenzioso avente ad oggetto il mancato pagamento di taluni corrispettivi per prestazioni rese dalla stessa, aveva sospeso il servizio di accettazione passeggeri in relazione al volo Cagliari-Venezia del 19 novembre 2007.

In conseguenza di ciò, la Prefettura di Cagliari ordinava all’handler di adempiere agli obblighi di propria competenza al fine di tutelare gli interessi pubblici coinvolti.

A seguito dell'impugnazione del provvedimento da parte dell'handler, il Consiglio di Stato, in sede di appello avverso la sentenza di primo grado del TAR Sardegna, ha definitivamente riconosciuto la legittimità dell'ordinanza della Prefettura.

Trattasi certamente di una pronuncia interessante, in particolar modo per la netta separazione, che il Consiglio di Stato traccia con molta chiarezza, tra interessi pubblici e privati coinvolti.

Ed infatti, l'urgente necessità di provvedere con efficacia ed immediatezza alla tutela dell'interesse pubblico individuato nel corretto, puntuale e tempestivo svolgimento del servizio di trasporto aereo, prevale inevitabilmente rispetto alle ragioni, seppur in ipotesi fondate, della sospensione del servizio, riconducibili al rimedio della eccezione di inadempimento di natura privatistica.

In particolare, come evidenziato dal Consiglio di Stato, nella fattispecie concreta il pregiudizio sarebbe stato determinato dall’omessa (o tardiva) informazione agli utenti, quale imposta dal principio di buona fede estensibile anche all’handler, circa la possibile interruzione del rapporto negoziale e conseguentemente della prestazione a loro indirizzata.

Non è dunque possibile pregiudicare l'assistenza a terra dei passeggeri impedendo o compromettendo le procedure di imbarco.E ciò anche se le motivazioni sottese di natura civilistica - il mancato pagamento di pregresse prestazioni dell'handler da parte del committente - fossero fondate.

Ed infatti, sottolinea il Consiglio di Stato, la circostanza che la ricorrente sia stata «costretta» ad eseguire la prestazione non significa che la sua eccezione di inadempimento fosse illegittima. Il Prefetto ha infatti ordinato l’esecuzione di quella prestazione non perché dovuta sul piano civilistico, ma perché dovuta sul piano pubblicistico.

La società potrà in ogni caso azionare, conclude la sentenza, gli strumenti di tutela privatistica che l’ordinamento, in fattispecie come quella in esame, appresta e che possono essere fatti valere innanzi al giudice ordinario.

La portata della sentenza in esame si ripercuote, inevitabilmente, anche sulla questione - ancora aperta - della qualificazione dell'handler come soggetto autonomo rispetto al vettore ovvero come ausiliario del vettore.

Il contrasto interpretativo in essere, sottoposto al vaglio delle Sezioni Unite della Cassazione, non è stato ancora definito ma, di certo, il pronunciamento del Consiglio di Stato rafforza l'orientamento che attribuisce all'handler un ruolo centrale, tale da incidere, nel caso di inadempimento od inesatto adempimento, sulla complessiva prestazione che incombe sul vettore.

D'altro lato, i vettori - che selezionano le società di handling e negoziano liberamente con le stesse le relative condizioni contrattuali - potrebbero, come talvolta già accaduto, invocare la responsabilità dell'handler a propria (anche parziale) discolpa, atteso che, come chiarito dalla sentenza in esame, l’omessa prestazione da parte dell’handler può compromettere l’intero servizio di trasporto aereo. Invero, dal punto di vista civilistico, in caso di condotta inadempiente dell'handler, il vettore ben potrebbe eccepire tale circostanza, soprattutto laddove si considerasse l'handler come soggetto autonomo e ferma restando, ovviamente, l'eventuale culpa in eligendo (in ogni caso, si consideri che il vettore seleziona gli handlers tra i gestori certificati dall’ENAC).

Ma tutto ciò, come abbiamo visto, ferma restando la tutela degli interessi pubblici coinvolti, che è in ogni caso sempre prevalente.