L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Autorità) ha reso noto il 24 gennaio l’avvio di due procedimenti istruttori paralleli per possibile violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza nei confronti delle principali cooperative e società di gestione del servizio radio taxi rispettivamente di Roma e Milano.

L’indagine dell’Autorità concerne in particolare le clausole di esclusiva previste nei rapporti tra le società/cooperative di gestione del servizio di radio taxi e i tassisti soci/aderenti. In particolare, l’ipotesi accusatoria contenuta nel provvedimento di avvio è che tali clausole, in quanto applicate ad una percentuale maggioritaria dei tassisti nelle due città in esame, risultino idonee ad ostacolare, se non ad impedire, l’utilizzo da parte dei singoli tassisti di vari intermediari per la fornitura di servizi di raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi.

Tale fase di intermediazione, individuata come costituente un mercato rilevante distinto da quello del trasporto effettuato dai taxi, vede accanto al c.d. servizio radiotaxi – secondo la prospettiva adottata dall’Autorità – i canali tradizionali di richiesta del servizio taxi (richiesta diretta da parte dell’utenza di un taxi in transito o nei posteggi, chiamata telefonica alle colonnine situate nei posteggi), cui “…si sono aggiunte recentemente nuove modalità di raccolta e smistamento della domanda che utilizzano le tecnologie basate sulla geolocalizzazione della domanda e dell’offerta”.

Le esclusive oggetto di analisi potrebbero, ad avviso dell’AGCM, ostacolare o rallentare l’ingresso nel mercato di nuovi operatori che offrono servizi innovativi in questo ambito. Al riguardo, l’Autorità fa espresso riferimento all’applicazione per smartphone e tablet gestita dalla società Mytaxi (gruppo Daimler), la cui segnalazione è indicata all’origine delle istruttorie.

Inoltre, avendo riguardo ai profili evolutivi e di innovazione potenzialmente collegati ad una maggiore concorrenza ed apertura dei mercati in esame, l’AGCM ha ritenuto che “…i comportamenti individuati appaiono idonei a limitare la concorrenza tra gli stessi gestori di radiotaxi, riducendo le opportunità di scelta dei tassisti e degli stessi utenti finali (qualora si dovessero sviluppare le forme di rating dei servizi offerti, attualmente previste nell’offerta di Mytaxi). Ancora, tenuto conto che le tariffe comunali applicate dal servizio taxi devono essere correttamente intese come tariffe massime, non si può escludere che uno sviluppo di nuove modalità di ricerca del servizio taxi da parte dell’utenza finale possa portare ad una crescita del mercato (e/o di sue particolari nicchie) e dunque a forme di differenziazione dei prezzi per tipologia di utenze, fasce orarie, ecc”.

Il termine per la conclusione dei due procedimenti è stato fissato al 31 marzo 2018.