La Corte Costituzionale, con la sentenza del 12 luglio 2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5 della L.R. Sardegna n. 3/2009, nella parte in cui escludeva la procedura autorizzativa di “VIA” per gli impianti eolici con potenza complessiva, uguale o inferiore a 60 KW.

La Corte ha sostenuto che, l’omissione della procedura di “VIA”, si pone in contrasto con il Dlgs n. 152/2006, ove prevede la procedura di valutazione d’impatto ambientale per tutti gli impianti eolici, che producono energia elettrica, ed installati sulla terraferma. Nel procedimento autorizzativo, come definito dal Legislatore nazionale, è prevista, altresì, la partecipazione obbligatoria del Ministero per i beni e le attività culturali, senza prevedere esclusioni di sorta. La legge Regionale Sarda, invece, ha considerato, le strutture in questione, dei “mini impianti eolici” e, pertanto, non assoggettabili alle procedure di valutazione di impatto ambientale.

Come già chiarito in precedenza (Cort. Cost. sentenza n. 127 del 2010), la Corte ha ribadito che l’iter autorizzatorio della “VIA” attiene all’ambito, più ampio, della tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, materie per cui lo Stato ha competenza legislativa esclusiva. Per tali ragioni, la disposizione della Regione Sarda è stata dichiarata non conforme alla Costituzione, poiché “invasiva dell’ambito di competenza statale esclusiva” .

La assoggettabilità a “VIA” dei predetti impianti non esclude, automaticamente, il preliminare procedimento di screening per verificare la applicabilità o meno del citato iter autorizzatorio al singolo impianto.