Lo scorso 10 maggio il Senato ha approvato in via definitiva il c.d. Jobs Act del lavoro autonomo.

Si tratta di una norma a lungo attesa e ampiamente commentata (a tal proposito si rimanda al ns. intervento Jobs act autonomi: è finalmente legge. Nuove tutele ed opportunità per i lavoratori autonomi) , che ha riconosciuto ai lavoratori autonomi una serie di tutele.

Ma non solo.

L’art. 11 stabilisce l’obbligo per le PP.AA., in qualità di stazioni appaltanti, di promuovere la partecipazione dei lavoratori autonomi

- agli appalti pubblici di servizi

- ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca

favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.

I lavoratori autonomi potranno partecipare ai bandi singolarmente ma anche in forma associata.

E’ stata infatti riconosciuta loro la possibilità

- di costituire reti di imprese di sercenti la professione o di partecipare alle reti in forma mista

- di costituire consorzi stabili

- di costituire associazioni temporanee professionali.

Si tratta di forme associative finora precluse ai professionisti, al contrario ampiamente utilizzate dalle imprese allo scopo di partecipare a progetti di valore economico rilevante, cui non potrebbero accedere singolarmente.

L’intento di equiparare i lavoratori autonomi alle PMI è d’altra parte espresso chiaramente dal legislatore art. 11 comma 2; finalmente anche l’Italia entra nel solco tracciato dalle istituzioni comunitarie, che considerano i lavoratori autonomi alla stregua di imprese.