Con il D.Lgs. 21 febbraio 2014 n. 21, e’ stata data attuazione alla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recante modifica delle direttive 93/13/CEE e 1999/44/CE e che abroga le direttive 85/577/CEE e 97/7/CE (Pubblicato nella Gazz. Uff. 11 marzo 2014, n. 58.).

Il provvedimento legislativo modifica così il Codice del Consumo imponendo nuovi obblighi e garanzie nei contratti conclusi tra un professionista e un consumatore, inclusi i contratti per la fornitura di acqua, gas, elettricità o teleriscaldamento e a contenuto digitale.

Le nuove norme entrano in vigore dal 13 giugno 2014 e si applicano ai contratti conclusi dopo tale data.

Tuttavia, gia’ a decorrere dal 26 marzo 2014, i professionisti dovranno adottare il modello di comunicazione di recesso, di cui all’ allegato al D.Lgs 21/2014.

Molte sono le modifiche introdotte al Codice del Consumo, le quali riguardano in particolare le informazioni precontrattuali per i consumatori nei contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali, o diversi da quest’ultimi.

Il Diritto di recesso cambia e si estende.

Con il nuovo provvedimento il consumatore dispone di un periodo di (14) quattordici giorni per recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere costi diversi da quelli previsti dal Codice del Consumo

Nel caso di inadempimento dell’obbligo d’informazione sul diritto di recesso da parte del professionista, il periodo di recesso si può estendere sino a (12) dodici mesi dopo la fine del periodo iniziale.

E’ previsto inoltre a tutela del consumatore che i professionisti non impongano in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l’uso di detti strumenti, ovvero nei casi espressamente stabiliti, tariffe che superino quelle sostenute dal professionista.

Qualora il professionista utilizzi una linea telefonica allo scopo di essere contattato dal consumatore per telefono in merito al contratto concluso, il consumatore non è tenuto a pagare più della tariffa di base quando contatta il professionista, fermo restando il diritto dei fornitori dei servizi di comunicazione elettronica di applicare una tariffa per dette telefonate.

Inoltre, il provvedimento impone che prima che il consumatore sia vincolato dal contratto o dall’offerta, il professionista debba chiede il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare oltre alla remunerazione concordata per l’obbligo contrattuale principale del professionista.

In conclusione, alla luce di quanto sopra indicato,  i professionisti dovranno modificare i propri standard contrattuali, adeguandoli alle nuove prescrizioni di legge.