Alcune recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dai vertici del gruppo Generali e del gruppo Unipol apparse in talune testate giornalistiche sembrerebbero aver destato i dubbi che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con l’avvio lo scorso 15 dicembre di un’istruttoria sul settore assicurativo, vuole ora verificare. Secondo l’ipotesi dell’AGCM, nel mercato dell’RC Auto si potrebbero essere verificate delle pratiche di pricesignalling a cui avrebbero partecipato il gruppo Generali ed il gruppo Unipol e che potrebbero altresì aver riguardato anche altre società assicurative attive in Italia. Come si apprende dal comunicato stampa dell’AGCM, sono state ispezionate le sedi di alcune compagnie, oltre a quella dell’associazione di categoria ANIA.

In particolare, dal sintetico provvedimento di avvio sembrerebbe che l’ipotesi accusatoria dell’AGCM sia basata sulle dichiarazioni rilasciate da Generali e da Unipol con riferimento all’andamento dei prezzi delle polizze RC Auto, in cui si prevedeva “…qualche movimento al rialzo dei prezzi soprattutto in Italia…”, in quanto si riteneva “….che la guerra dei prezzi stia per finire o forse è già finita…”, oltre che dare conto del fatto che il gruppo Generali aveva già attuato un aumento dei premi RC Auto. Inoltre, in tali dichiarazioni era stato affermato che in Italia la “…fortissima competizione sui prezzi, non innescata da Generali, si sta attenuando o addirittura fermando…”. Tali dichiarazioni, nell’ottica dell’AGCM come deducibile dal provvedimento di avvio, in qualche misura potrebbero segnalare strategie circa le dinamiche competitive sul prezzo delle polizze RC Auto con riferimento all’andamento atteso dei premi di Generali ed Unipol nel mercato delle polizze RC Auto, ivi incluse le garanzie accessorie.

In altri termini, in un mercato che, nelle dichiarazioni di cui sopra, “…oggi vende in perdita…”, il generico commento rilasciato da due dei maggiori player del settore in merito al fatto che “…i prezzi sono destinati a risalire…” è stato ritenuto dall’AGCM sufficiente per accendere un faro sull’intero mercato nazionale dell’RC Auto. Il sospetto dell’AGCM è infatti che detti annunci pubblici sul prezzo delle polizze sarebbero asseritamente idonei a far venir meno “…l’incertezza sulla strategia futura di prezzo delle polizze auto…”. La sinteticità del provvedimento di avvio rende peraltro poco comprensibile come l’AGCM abbia potuto estendere il sospetto di cui sopra, discendente unicamente dalle dichiarazioni pubbliche di due imprese – e, per tale motivo, già di per sé particolare – anche altre imprese assicurative in relazione alle quali non risulta esserci nessun ulteriore elemento che possa indurre ad considerarle parti dello schema collusivo ipotizzato.

L’avvio del procedimento in commento sembra ricordare un ormai lontano caso del 2007 afferente i prezzi dei carburanti (chiuso con impegni, senza l’accertamento di alcuna infrazione e l’imposizione di alcuna sanzione alle imprese coinvolte) in cui l’AGCM aveva avviato un’istruttoria ritenendo che alcuni annunci afferenti i propri prezzi consigliati alla stampa e la pubblicazione di alcune informazioni su una rivista specializzata apparissero funzionali alla realizzazione di un parallelismo dei prezzi.

Andando ancora più indietro nel tempo, era l’anno 2000 quando l’AGCM aveva di contro accertato l’esistenza di un’asserita intesa volta a mantenere elevate le tariffe RC Auto, a cui aveva fatto poi seguito un filone di numerose azioni risarcitorie in sede civile.

Adesso sarà quindi interessante vedere come l’AGCM poterà avanti l’istruttoria in commento e valuterà gli elementi indiziari acquisiti.

Il termine del procedimento è previsto al 31 marzo 2018.