Il 15 novembre 2017 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge n. 3365 B in materia di cd. whistleblowing (letteralmente “spifferatore”) nel settore pubblico e nel settore privato.

La novella legislativa introduce in Italia un noto strumento di derivazione anglosassone, finalizzato a individuare e contrastare possibili illeciti all’interno delle organizzazioni, mediante le segnalazioni “tutelate” dei lavoratori virtuosi che ne siano venuti a conoscenza nell’ambito del proprio rapporto di lavoro.

L’adeguamento alle nuove disposizioni impone l’immediata adozione di specifiche misure da parte delle Pubbliche Amministrazioni e delle aziende private destinatarie della normativa, con l’auspicio che le implementazioni richieste possano fattivamente contribuire alla diffusione della cultura dell’etica, della legalità e della trasparenza.

Con specifico riferimento al settore privato, la legge interviene in materia di responsabilità amministrativa da reato degli enti ex D.lgs. 231/2001, integrando i requisiti di idoneità ed efficacia dei modelli richiamati all’art. 6: in aggiunta agli standard richiesti dalla normativa, per effetto dell’entrata in vigore della nuova legge, sarà necessario definire all’interno del modello uno o più canali di comunicazione (di cui almeno uno informatico) per consentire ai dipendenti di segnalare eventuali condotte illecite, garantendo - in ogni caso - la riservatezza del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione e prevedendo il divieto di atti di ritorsione e/o discriminatori (diretti o indiretti) per motivi connessi alla segnalazione stessa. Sarà, inoltre, necessario introdurre nel sistema disciplinare adottato dall’ente specifiche sanzioni per i casi di violazione delle misure di tutela del segnalante, nonché per quanti effettuino, con dolo o colpa grave, segnalazioni infondate.

Atteso il preminente interesse alla integrità delle Amministrazioni e alla prevenzione e alla repressione dei reati, l’intervento normativo si completa con l’inserimento una specifica “scriminante” per le segnalazioni e/o denunce che si concretino nella rivelazione di notizie coperte dall’”obbligo del segreto” ai sensi degli artt. 326, 622 e 623 del codice penale: la segnalazione/rivelazione del segnalante è, tuttavia, scriminata solo se effettuata nelle forme e nei limiti stabiliti ai nuovi artt. 54 bis D.lgs. 165/2001 (per il settore pubblico) e 6 D.lgs. 231/2001 (per il settore privato), con modalità non eccedenti rispetto alla finalità di eliminazione dell’illecito e, comunque, attraverso gli specifici canali di comunicazione.