La legge della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha da tempo disposto che armatori ed operatori stranieri potrebbero essere responsabili per il pagamento di (1) Imposta sul Reddito delle Imprese (Enterprise Income Tax) e (2) Imposta sul Valore Aggiunto (Value Added Tax) sui sul reddito proveniente dalla Cina.

In un primo momento, la parte straniera è stata, in teoria, ritenuta responsabile del pagamento di queste tasse. Tuttavia, nella pratica, le tasse sono state raramente pagate da operatori ed armatori stranieri. In riconoscimento delle difficoltà che le autorità fiscali cinesi hanno affrontato nella riscossione delle tasse dalle parti straniere, è stato richiesto alle loro controparti cinesi, ad esempio i noleggiatori, teoricamente, di pagare le tasse per conto degli armatori, trattenendole dai pagamenti agli armatori medesimi alla fonte. Detta responsabilità posta a carico dei noleggiatori non è stata, storicamente, imposta severamente, ma è diventata oggetto di molte procedure arbitrali a Londra subito dopo la crisi finanziaria globale nel 2008, dove i noleggiatori della RPC hanno cercato di evitare totalmente il pagamento del nolo sulla base del fatto che per loro sarebbe stato illegale disporlo nel luogo dell’adempimento. Per quanto ci risulta, nessuna delle procedure arbitrali relativa alle ritenute d’acconto della RPC è mai sfociata in un lodo o sentenza del tribunale, ed il problema dell’illegalità sollevato dai noleggiatori non è mai stato, alla fine, risolto.

Il recente interesse in materia è stato generato da un Avviso pubblicato dalle autorità fiscali cinesi (State Administration of Taxation of China, Notice [2014] No.37), che cerca di chiarire ed applicare l’esistente Imposta sul Reddito delle Imprese della RPC anche in relazione ai trasporti internazionali. Specificatamente, l’Avviso No.37 definisce quali attività possano essere oggetto della Imposta sul Reddito delle Imprese e come, nel caso di soggetti contribuenti non residenti, quali gli armatori stranieri, il ricavato scaturito dal trasporto internazionale connesso con la Cina debba essere registrato e pagato. Esso chiarisce, inoltre, come la tassa trovi applicazione nei confronti di armatori e trasportatori, non solo ai sensi di contratti di noleggio ma anche di contratti a viaggio, contratti di spedizione ed altri contratti marittimi con controparti residenti nella RPC.

L’Avviso No.37 specifica, ancora, che laddove i contribuenti non residenti non registrino e paghino le tasse sui profitti generati ai sensi della legislazione sull’Imposta sul Reddito delle Imprese, alle controparti cinesi verrà richiesto di trattenere queste tasse alla fonte al momento di effettuare il pagamento. L’obbligazione di trattenere il pagamento potrebbe adesso trovare anche applicazione a pagamenti effettuati da controparti cinesi attraverso sussidiarie estere – un sistema piuttosto comune, considerati i controlli relativi al cambio all’interno della Cina.

In vigore dal 1 agosto 2014, resta da vedere se l’Avviso [2014] No.37 porterà ad una nuova serie di controversie sul pagamento dell’Imposta sul Reddito delle Imprese relativa al trasporto internazionale. Non è inoltre certo, al momento, in quale misura le autorità fiscali in Cina daranno applicazione alle disposizioni delle leggi esistenti in maniera più severa in conseguenza dell’Avviso [2014] No.37.

Tuttavia, si consiglia agli armatori di controllare la loro possibile esposizione alla tassazione, in particolare se sussistano eccezioni e se i termini del contratto tra armatori e le loro controparti della RPC dispongano già circa quale delle parti sia responsabile per le tasse della RPC. Laddove sorgano delle domande relative a potenziale responsabilità, gli armatori dovranno considerare di nominare un commercialista locale che abbia familiarità con la legislazione e che potrebbe richiedere alle autorità fiscali conferma dell’applicazione dell’eccezione alla tassazione. Laddove si negozino nuovi contratti con controparti che abbiano sede, o siano controllate da società con sede, nella RPC, potrebbe essere saggio insistere su una clausola su misura circa la responsabilità per le tasse della RPC al fine di evitare controversie future. Ad esempio, gli armatori potrebbero voler includere termini chiari che richiedano che i noleggiatori accettino la responsabilità per tutte le Imposte sul Reddito delle Imprese e Imposte sul Valore Aggiunto della RPC.