Il Tribunale dell’Unione europea (il Tribunale), con la sentenza n. T-375/15, ha accolto parzialmente il ricorso proposto dalla compagnia aerea Germanwings (GWs), affermando, tra l’altro, che la Commissione europea (Commissione) ha errato nello stabilire che l’accordo per i servizi aeroportuali siglato nel 2006 tra la ricorrente e l’aeroporto di Zweibruken (Land Renania-Palatinato, Germania) implicassero aiuti di Stato.

Per una migliore comprensione della vicenda è necessario premettere che, dal 2006 al 2011, GWs ha fornito un collegamento aereo tra l’aeroporto di Zweibrücken e l’aeroporto di Berlino-Schönefeld. A tal fine, GWs aveva concluso due contratti di servizio con la società Flughafen Zweibrücken GmbH che, all’epoca dei fatti, gestiva l'aeroporto di Zweibrücken: il primo, che copriva il periodo dal 2006 al 2009 (di seguito il “primo accordo”) e il secondo, per il periodo dal 2008 al 2011 (di seguito il “secondo accordo”). A seguito di una domanda di un deputato europeo, e dopo aver inviato richieste di informazioni alle preposte autorità tedesche, la Commissione decideva nel 2012 di avviare il procedimento formale di revisione previsto all’articolo 108, par. 2, TFUE, relativo, da un lato, alle misure finanziarie erogate in favore di Flughafen Zweibrücken GmbH e la sua controllante Flugplatz Zweibrücken Aeroville GmbH (quest’ultima posseduta al 50% dal Land Renania-Palatinato e per l’altra metà da un’associazione locale dello stesso Land) che all’epoca gestivano l’aeroporto e, dall’altro, a quelle erogate a GWs.

Nell’ottobre 2014 la Commissione concludeva con la decisione n. UE 2016/152, C(2014) 5063, (Decisione 2014) che le misure riguardanti il primo accordo implicassero aiuti di Stato concessi dalla Germania all’aeroporto di Zweibrücken e alle compagnie aeree ivi operanti tra cui la ricorrente. Essa constatava che i flussi finanziari in esame si ponessero in violazione dell’art. 108, par. 3, TFUE per GWs e altre compagnie e, quindi, fossero incompatibili con il mercato interno.

Premesso ciò, in merito alla Decisione 2014, il Tribunale, per quanto di interesse, ha rilevato che la Commissione non avesse effettuato una propria analisi dell’imputazione dei costi delle infrastrutture di cui trattasi e che, peraltro, l’analisi utilizzata poggiasse su criteri soggettivi e non oggettivi al tempo dell’erogazione del flusso finanziario, non tenendo conto degli elementi di fatto manifestamente disponibili in quel momento. Infatti, secondo il Tribunale, le condizioni affinché una misura possa essere fatta rientrare nella nozione di aiuto ai sensi dell’articolo 107, par. 1, TFUE, non sono soddisfatte se l’impresa beneficiaria ottenga lo stesso vantaggio mediante risorse statali in circostanze che corrispondono alle normali condizioni di mercato per un investitore privato secondo il relativo principio del c.d. private market investor, valutazione che, secondo il Tribunale, la Commissione non sembra aver sviluppato pienamente.

Non resta che attendere l’eventuale impugnazione da parte della Commissione del provvedimento in esame dinanzi la Corte di Giustizia.