Con atto di segnalazione depositato l’11 luglio 2013, l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture (di seguito “AVCP”) ha evidenziato al Governo alcune criticità del Decreto Legge n. 69/2013, attualmente in fase di conversione, nella parte in cui ha modificato il Codice dei Contratti Pubblici.

A tal riguardo, si rileva che l’AVCP ha censurato inter alia la proroga, sino al 31 dicembre 2015, dell’esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti sotto soglia comunitaria. Sul punto, l’Autorita’ ha auspicato una revisione di più ampio respiro sui criteri generali per l’individuazione delle offerte anomale tendente ad uniformare la procedura per appalti sopra e sotto soglia comunitaria. L’Autorità ha evidenziato, infatti, che l’introduzione di tale proroga riproporrebbe le criticità sollevate, e mai risolte, dalla Corte di Giustizia Europea (C-147/06 e 148/06), che ha ritenuto che una disciplina nazionale che preclude, anche negli appalti sotto soglia, alle amministrazioni aggiudicatrici qualsiasi possibilità di verificare la fondatezza e la serietà delle offerte considerate anormalmente basse, oltre ad essere potenzialmente lesiva del principio generale di non discriminazione, potrebbe, altresì, essere idonea a comportamenti e pratiche anticoncorrenziali.
Per l’AVCP, una normativa di tal fatta si pone anche in violazione del principio di economicità e di efficienza di cui all’art. 2 del Codice ed in netto contrasto con lo stesso impianto normativo, di recente emanazione, in tema di Spending Review.
In un’ottica di semplificazione sarebbe, pertanto, per l’Autorita’ auspicabile una revisione generale dei criteri di individuazione delle offerte anomale, in maniera uniforme per gli appalti sopra e sotto soglia comunitaria, in modo tale da prevedere o una verifica di congruità per ogni miglior offerta ovvero lasciare alla stazione appaltante la scelta se procedere o meno alla citata verifica, sulla base di criteri prestabiliti, quali, ad esempio, lo scostamento dell’offerta, superiore ad una certa soglia, da un parametro prestabilito, che potrebbe essere la media, la mediana o un particolare decile.

Inoltre, l’Autorità ha colto l’occasione per riproporre un generale ripensamento sul sistema di qualificazione per lavori. L’AVCP ha rilevato tutta la problematicità del sistema basato sulle attestazioni eseguite dalle Società Organismo di Attestazione (nel seguito SOA). L’Autorita’ ha evidenziato come l’applicazione dell’art.76, commi 9, 10 e 11 del DPR 207/2010 sia stato utilizzato nella prassi, spesso, per eludere la normativa vigente in tema di qualificazione. E’ stato segnalato, infatti, come diverse operazioni di fusioni, cessioni o affitto di ramo di azienda si siano verificate ai soli fini dell’immediata rilevanza della qualificazione posseduta dalla società ceduta. L’Autorità ha caldeggiato pertanto un sistema di controllo e sanzionatorio più penetrante ed efficace.

Infine, si sottolinea che l’Autorita’ ha evidenziato la revisione normativa del soccorso istruttorio volta a definire l’ambito di operatività del legittimo soccorso della Stazione Appaltante in caso di carenza documentale delle offerte presentate in sede di partecipazione alla gara. Prendendo atto del notevole contenzioso scaturente dalla difficile definizione dei limiti di operatività del potere di soccorso, l’Autorità ha proposto, distinguendo in modo netto tra la fase di gara ed una prodromica alla stessa (rifacendosi in questo all’art. 52 del Code des marchés publics), di concedere a tutti i partecipanti di integrare quanto depositato in sede di presentazione delle offerte, anche in relazione a documenti del tutto assenti. Il progetto di revisione è incentrato su un accentuato ruolo dell’Autorità che andrebbe a stilare una sorta di short list di ipotesi di carenza documentale ove è possibile invocare il c.d. potere di soccorso della stazione appaltante.