Con provvedimento pubblicato sul Bollettino n. 5/2017, l’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha irrogato sanzioni complessive per € 3.100.000 nei confronti di Samsung Electronics Italia S.p.A. (Samsung) per la posa in essere di pratiche commerciali scorrette.

Anche grazie alle attività ispettive svolte, in particolare, presso la sede della società, l’AGCM ha riscontrato che Samsung diffondeva messaggi pubblicitari relativi a promozioni sui propri prodotti senza informare chiaramente i consumatori delle esistenti limitazioni all’accesso al premio o al vantaggio promesso.

L’AGCM ha, altresì, accertato che Samsung acquisiva in maniera aggressiva il consenso all’utilizzo dei dati personali per finalità di marketing nell’ambito di procedure avviate dal consumatore per l’ottenimento del premio o del vantaggio di sua spettanza.

E’ interessante notare che, nel corso dell’istruttoria, l’AGCM ha rigettato gli impegni proposti da Samsung, ritenendoli inidonei a rimuovere i profili di condotta contestati nel provvedimento di avvio del procedimento. Con ciò facendo, l’AGCM ha espresso il proprio interesse a concludere tale procedimento con l’accertamento di un’infrazione, anche alla luce dell’elevato numero di attività promozionali intraprese da Samsung nel periodo rispetto al quale è stata accertata l’infrazione.

Nel corso dell’istruttoria, Samsung ha comunque spontaneamente dato attuazione alle misure oggetto della proposta di impegni presentata all’AGCM, consistenti, in particolare, nell’agevolazione di una migliore fruizione delle promozioni attraverso il sito internet della società (semplificando contestualmente anche le procedure di richiesta di premi, rimborsi e, più in generale, la gestione delle segnalazioni ricevute), nonché in un maggiore e più costante monitoraggio delle procedure di vendita dei prodotti Samsung.

Nelle more del procedimento, l’AGCM ha respinto le accuse di Samsung in merito alla genericità della contestazione degli addebiti (tale da non consentire un adeguato esercizio del diritto di difesa), evidenziando come, tra l’altro, la stessa Samsung avesse, dapprima, presentato come impegni e, in seguito al rigetto di questi ultimi, attuato spontaneamente specifiche misure volte a modificare le singole condotte accertate.

Nonostante le pratiche commerciali messe in atto da Samsung siano state ritenute gravi dall’AGCM, in quanto hanno interessato un numero elevato di consumatori (essendo state diffuse attraverso i principali canali di comunicazione di massa), a fronte delle misure adottate, l’AGCM ha ritenuto di ridurre significativamente l’importo delle sanzioni, rispettivamente da una quantificazione originaria di € 2.500.000 a € 2.125.000 per la diffusione dei messaggi ingannevoli, e da una quantificazione originaria di € 1.300.000 a € 975.000 per l’acquisizione aggressiva del consenso al trattamento dei dati per finalità marketing.