In data 12 maggio 2022 la Commissione ha presentato una serie di iniziative[1] volte a realizzare corridoi di solidarietà per consentire all'Ucraina di esportare la propria produzione cerealicola e di importare ciò di cui necessita, creando percorsi logistici alternativi che utilizzino tutte le modalità di trasporto.

La proposta trova la sua ratio nel fatto che, nonostante gli sforzi messi in campo finora dall'Unione e dai singoli Stati Membri per agevolare gli attraversamenti di frontiera da e per l'Ucraina, migliaia di vagoni ferroviari ed autocarri sono ancora in attesa di sdoganamento sul versante ucraino, così come imponenti quantità di cereali sono ancora immagazzinate e trattenute nei silos ucraini pronti per l'esportazione. A seguito dell'invasione e del blocco dei porti ucraini, inoltre, i cereali e altri prodotti agricoli dell'Ucraina non possono più raggiungere le loro destinazioni, mettendo così in pericolo le catene alimentari e l stessa sicurezza alimentare mondiale.

In questo contesto, la Commissione ha in primo luogo invitato gli operatori dei trasporti e della logistica a mettere urgentemente a disposizione materiale rotabile, navi e autocarri aggiuntivi al fine di soddisfare la sempre più pressante domanda nella catena logistica verso i mercati di esportazione.

In secondo luogo, giacché che la situazione in Ucraina non accenna a migliorare, la Commissione ha proposto di dare temporaneamente la precedenza alle spedizioni ucraine per l'esportazione di prodotti agricoli lungo le reti di trasporto europee, ciò che rende necessario garantire una disponibilità sufficiente di slot ferroviari dai centri di trasbordo ai porti dell'Unione. Poiché, inoltre, l'attuale capacità di trasbordo europea è di gran lunga insufficiente e giù non idonea a gestire volumi considerevoli di merci, la Commissione ha invitato gli operatori a trasferire con urgenza caricatori mobili di cereali ai terminali di frontiera per velocizzare i trasbordi.

In terzo luogo, la normativa europea non richiede alcuna certificazione veterinaria o fitosanitaria né per l'importazione di cereali né per il transito attraverso l'Unione. Nell'ambito dei programmi di controllo nazionali, pertanto, gli Stati Membri possono prelevare campioni per verificare la conformità ai requisiti europei per quanto riguarda sia le importazioni che il mercato nazionale. Tali controlli, tuttavia, devono essere proporzionati, non discriminatori e seguire un approccio basato sul rischio, laddove le autorità nazionali dovrebbero applicare la massima flessibilità e mettere a disposizione il personale adeguato per accelerare le procedure. Gli Stati Membri, inoltre, dovrebbero garantire la presenza del personale necessario per gestire i carri in arrivo presso i valichi di frontiera.

Oltre ad evidenziare la necessità di reperire percorsi alternativi per far fronte alla criticità delle esportazioni cerealicole, infine, la Commissione ha invitato gli Stati Membri ad attuare quanto prima anche misure a medio termine per migliorare le infrastrutture, sia europee che nel territorio dell'Ucraina, incrementando così l’interconnessione con l'Unione. A tale scopo, la Commissione ha adottato una decisione[2] in vista di un accordo ad alto livello con l'Ucraina che aggiorna le mappe della rete transeuropea dei trasporti (Trans-European transport network, TEN-T) nel quadro della recente politica di estensione di quest’ultima agli Stati vicini.