Parlando il 29 gennaio scorso ad un evento tenuto dalla Security Association for the Maritime Industry, Robert Missen, a capo della direzione generale della mobilità e trasporti presso la Commissione Europea, ha dichiarato che in termini di sicurezza marittima, l’Europa ha generalmente adottato un approccio passivo con riguardo a come gli armatori abbiano deciso di agire.

Ha dichiarato che sarebbe stato meglio per gli Stati membri dell’Unione Europea fornire protezione anti pirateria ma, ha aggiunto, qualcuno non avrebbe mostrato interesse ed altri non avrebbero avuto le risorse.

Vi sarebbe state la sensazione che le compagnie di sicurezza privata dovessero essere permesse ma che vi fosse necessità di chiarezza legale.

La Commissione Europea ha supportato totalmente l’ISO 28007, nuovo criterio per le compagnie di sicurezza privata creato dalla International Organisation for Standards su richiesta dell’ IMO (International Maritime Organization).

A suo parere, sarebbe stato ottimale avere un criterio universale, ma che questo, in realtà, non fosse traducibile nella pratica.

Un’altra opzione, ha dichiarato, sarebbe quella di rendere effettiva una serie di criteri a livello dell’UE dal momento che questo aiuterebbe a creare un piano di parità, aggiungendo che si dovrebbe limitare la competizione nella sicurezza e che le società che investono nei criteri di sicurezza dovrebbero essere ricompensate.

Non è impossibile rendere l’ISO 28007 obbligatorio a livello Europeo per le compagnie di sicurezza privata europea e navi battenti bandiera Europea; il motivo per cui ancora non sia accaduto è costituito dall’insufficiente disponibilità degli stati membri e l’industria marittima ad una norma comune. Società certificate in Inghilterra dovrebbero fare richiesta di ulteriori misure di licenza in paesi come Germania e Cipro.