Lo scorso 4 settembre l’autorità antitrust francese ha emesso la propria decisione (reperibile qui) nel procedimento avviato contro Nespresso, per pratiche escludenti asseritamente poste in essere da Nespresso nei confronti dei concorrenti produttori di capsule compatibili con le sue macchine per il caffè. Il procedimento si è chiuso con l’accoglimento da parte dell’autorità di una serie di impegni di Nespresso volti a eliminare il carattere escludente delle pratiche contestate.

Come è noto, Nespresso è coinvolta in vari Stati del mondo in procedimenti che la vedono contrapposta ad aziende produttrici di capsule compatibili con le sue macchine per il caffè: in Italia, ad esempio, ha avuto una notevole eco il procedimento contro Caffè Vergnano, di cui abbiamo parlato anche qui in questo blog. In estrema sintesi, quei procedimenti derivano dal fatto che Nespresso, che detiene una serie di brevetti relativi sia alle capsule che alle macchine per il caffè, si oppone perciò ai terzi che commercializzano le capsule compatibili. Tali terzi, dal canto loro, affermano invece l’invalidità dei brevetti Nespresso e il proprio diritto di commercializzare le capsule compatibili.

In tale contesto, ciò che colpisce del provvedimento dell’autorità antitrust francese è che esso non sembra tenere conto dei diritti di proprietà intellettuale di Nespresso: pur menzionando l’esistenza dei brevetti, non chiarisce perchè essi non diano titolo a Nespresso per porre legittimamente in essere le lamentate pratiche escludenti.

In ogni caso, poi, anche ipotizzando che tali brevetti non giustifichino il comportamento di Nespresso, vi è comunque un altro aspetto del provvedimento che appare contrario alle esigenze di tutela dei diritti di proprietà intellettuale: esso prevede infatti che Nespresso debba comunicare ai concorrenti, con quattro mesi di anticipo rispetto al lancio sul mercato, i dettagli delle future innovazioni tecniche sui propri prodotti, in modo che i concorrenti abbiano il tempo di adeguare le loro capsule. Ciò tuttavia non tiene conto del fatto che tali innovazioni potrebbero comunque essere meritevoli di tutela brevettuale e dare titolo a Nespresso per escludere legittimamente i concorrenti.

C’è da aspettarsi che la decisione francese abbia ripercussioni anche in altri Stati; vedremo se l’Italia sarà uno di questi.