Con provvedimento pubblicato il 12 gennaio, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha deciso di aprire un’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, della l. n. 287/1990 avente ad oggetto l’acquisizione del controllo di Italiana Editrice (ITEDI) da parte del Gruppo Editoriale Espresso (GELE). A completamento dell’operazione, GELE acquisterà il controllo esclusivo di ITEDI, società soggetta al controllo esclusivo di Fiat Chrysler Automobiles e che controlla, tra le altre, i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX.

La concentrazione porterebbe alla creazione del primo operatore nel mercato dalla stampa quotidiana a contenuto informativo di carattere generale, con una quota di mercato che si assesterebbe intorno a circa il 30% (la quota varia a seconda che si consideri o meno il Sole 24 Ore un quotidiano avente contenuto informativo generale).

L’AGCM non ha ritenuto che, con riguardo a questo mercato, l’operazione possa creare problemi di natura concorrenziale, alla luce della presenza di importanti competitor come RCS MediaGroup (editore del Corriere della Sera) e Poligrafici Editoriale (editore di QN-Il Giorno, QN-La Nazione, QN-Il Resto del Carlino). L’AGCM è stata dello stesso avviso anche rispetto ad altri mercati considerati rilevanti, quali, tra gli altri, quello della raccolta pubblicitaria nazionale su stampa quotidiana, della distribuzione quotidiana e periodica sul territorio nazionale, della raccolta pubblicitaria online. Al contrario, l’AGCM ha rilevato serie problematiche nel mercato della raccolta pubblicitaria locale su stampa quotidiana.

Per le società parti dell’operazione, la raccolta pubblicitaria, sia a livello nazionale che locale, viene effettuata dalle concessionarie Manzoni e Publikompass, rispettivamente controllate da GELE e ITEDI. La raccolta pubblicitaria, che si distingue a seconda che venga effettuata sulla stampa quotidiana o su quella periodica o altri media, va inoltre distinta a seconda del carattere locale della diffusione di un quotidiano (o del suo inserto locale), in quanto attira, rivolgendosi ad un diverso target di lettori, una diversa tipologia di inserzionisti rispetto alla raccolta nazionale.

Nel caso in commento, l’AGCM ha individuato gli ambiti competitivi nelle province di Torino e Genova. Infatti, le attività di Manzoni (GELE) e Publikompass (ITEDI), si sovrappongono con riguardo agli inserti “Torino” e “Genova” de La Repubblica e alle edizioni “Torino” de La Stampa e “Genova” de Il Secolo XIX. La dimensione di tale mercato, nella provincia di Torino, ammontava nel 2015 a circa 19 milioni di euro, rappresentando più del 75% della raccolta locale su stampa quotidiana complessivamente realizzata in Piemonte. Nel mercato in esame, la quota di mercato congiunta delle parti è stimabile tra il 90 e il 95%. Tale situazione di quasi monopolio si aggrava ancor di più, fino a raggiungere una posizione di fatto monopolistica, con riguardo al mercato nella provincia di Genova (più piccolo nella dimensione, pari a poco meno di 10 milioni di euro, ma che rappresenta più dell’80% della pubblicità complessivamente raccolta – in questo mercato – in Liguria). Infatti, a completamento dell’operazione in esame, gli inserzionisti potranno acquistare spazi sui quotidiani/inserti locali solo dal soggetto derivante dall’integrazione di GELE e ITEDI.

L’AGCM non ha ritenuto convincente lo studio economico, presentato da GELE, volto a dimostrare che la costituzione delle sopra citate posizioni dominanti non sia idonea a produrre effetti anti competitivi. L’AGCM ha contestato l’argomentazione secondo la quale la crisi dei quotidiani e il calo della domanda di spazi pubblicitari sugli stessi danno impulso alla riduzione dei prezzi. Infatti, l’Autorità ha affermato che nei mercati che presentano prezzi decrescenti “…gli effetti della costituzione di un monopolio (o di un quasi monopolio) vanno valutati anche in relazione alla stessa dinamica decrescente che può risultare rallentata (se non invertita nel senso) rispetto allo scenario controfattuale del mantenimento di un confronto competitivo significativo…”. Inoltre, con riguardo alla (asserita) pressione concorrenziale esercita da altri mezzi di informazione e dallo sviluppo di internet, l’AGCM ha fatto notare come sia lo stesso studio allegato da GELE a dare conto che non sempre un incremento del prezzo delle inserzioni sui quotidiani determina uno spostamento verso altri media alternativi.

Per tali motivi, l’AGCM ha ritenuto di aprire l’istruttoria su tale operazione, in quanto suscettibile di determinare la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati da ultimo analizzati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza su tali mercati.

In conclusione, non resta che attendere le eventuali soluzioni che verranno proposte per ovviare alle su citate problematiche e, quindi, per permettere la realizzazione di una delle più rilevanti e significative operazioni nel mercato editoriale italiano.