I Fatti

Il contratto di noleggio prevedeva che, in caso di avaria generale o salvataggio, i noleggiatori avrebbero fornito una garanzia temporanea accettabile, per conto delle merci e dei contenitori, al fine di evitare ritardi e garantire la loro discarica, così da permettere il trasporto successivo e la consegna ai ricevitori finali.

Il 20 luglio 2007, la nave si arenò a largo del porto di Tema, Ghana, con 1.139 container a bordo che dovevano essere consegnati in diverse destinazioni. Il 25 luglio 2007, venne dichiarata l’Avaria Generale.

Venne concordato tra le parti che, con la nave ed il carico a rischio a seguito dell’arenamento, l’evento fosse da ascriversi ad Avaria Generale. Stichling Hahn Hilbrich (“SHH”) furono nominati come liquidatori, e una lettera di impegno (Letter of Undertaking, o “LOU”) venne fornita dai noleggiatori per garantire il contributo in Avaria Generale del Carico.

Successivamente, SHH produsse una liquidazione ai sensi delle Regole di York ed Anversa del 1994, secondo la quale l’ammontare dovuto dal Carico ammontava a US$3.5 milioni. Gli armatori ritennero che i noleggiatori fossero obbligati a pagare l’intero ammontare specificato nella liquidazione. I noleggiatori replicarono che la loro sola responsabilità fosse quella di pagare la somma giustamente e legalmente dovuta da parte degli interessi del carico, dando loro la possibilità di eccepire una difesa al reclamo ai sensi dei contratti di trasporto relativi.

La Decisione

Le questioni poste alla Corte vennero risolte a favore degli armatori.

Il termine rilevante nella LOU era costituito dalla clausola in cui i noleggiatori si erano impegnati a pagare la giusta proporzione di Avaria Generale accertata come dovuta dal Carico, o dai suoi caricatori o proprietari, ai sensi di un’eventuale liquidazione (“the proper proportion of any general average and/or special charges which may hereafter be ascertained to be due from the cargo, or the shippers or owners thereof under an adjustment”).

Da un punto di vista linguistico, la tesi degli armatori, secondo la quale la clausola costituiva un obbligazione assoluta di pagare l’ammontare accertato come dovuto ai sensi della liquidazione, fu da ritenersi preferibile. Il pagamento doveva essere di una somma “ascertained to be due”, in cui “ascertained” significava “reso certo”, mentre “due” connotava il senso di essere dovuta e suscettibile di pagamento. Non vi era alcun motivo in base al quale considerare la somma accertata nella liquidazione come una somma soltanto condizionatamente o provvisoriamente dovuta. Non vi era nemmeno nessuna procedura o meccanismo nella lettera di impegno per stabilire quando e come essa sarebbe divenuta poi incondizionatamente dovuta, così come non sussisteva alcuna menzione, nella clausola relativa, circa il fatto che la somma dovesse essere legalmente dovuta, come spesso viene inserito (la sentenza State Trading Corp of India Ltd v Doyle Carriers Inc (The Jute Express) [1991] 2 Lloyd’s Rep. 55 trovò applicazione).

Pertanto, la corretta interpretazione della LOU era che essa obbligava i noleggiatori a pagare la somma accertata come dovuta nella liquidazione. Detta somma potrebbe rivelarsi, in realtà, un pagamento in eccesso o in difetto. In caso di pagamento in eccesso, i noleggiatori avrebbero potuto reclamare l’eccesso dagli armatori. In caso di pagamento in difetto, i noleggiatori non avrebbero avuto responsabilità ulteriore e gli armatori sarebbero rimasti con reclami non garantiti per il saldo contro i vari interessi del Carico.

I noleggiatori furono dunque obbligati da quanto determinato dai liquidatori, incluse le decisioni relative alle proprie spese, ed alla somma dovuta dagli interessi del Carico ai sensi dell’accordo di non separazione (non-separation agreement).

Il reclamo dei noleggiatori per la rettifica (rectification) della LOU, sulla presunta base di un comune errore, venne rigettato.

Commento

Questo caso dimostra la volontà della Corte di far prevalere il senso commerciale. Costituisce anche una lezione per coloro che redigono strumenti di garanzia. La formulazione delle circostanze che generano l’obbligo di pagare deve essere attentamente controllata in ciascun caso, al fine di assicurare che rifletta adeguatamente l’intenzione del beneficiario e del garante. Infatti, il Giudice ha commentato come vi fosse un chiaro e ben radicato precedente su come raggiungere l’effetto affermato dai noleggiatori in una garanzia di questo genere per il contributo del Carico in Avaria Generale, attraverso l’aggiunta delle parole “properly and legally due” – ma detta formulazione non era stata utilizzata nella LOU.

Pertanto, se la garanzia non è intesa come uno strumento di pagamento su richiesta (“pay now, argue later”) come risultava essere nella fattispecie, allora è necessario apportarvi cambiamenti per assicurare che questo sia chiaro. Allo stesso modo, se un garante desideri salvaguardare il diritto di impugnare il contratto/adjustment, allora, una specifica formulazione dovrà essere inclusa a tal fine.