La cittadinanza denota il rapporto che intercorre tra un individuo e uno Stato. Di solito la cittadinanza può essere acquisita per nascita nel territorio di un Paese, per discendenza, per matrimonio con un cittadino, o per naturalizzazione.

È da notare, che, tutti i cittadini dei paesi membri dell’Unione Europea condividono la cittadinanza dell'Unione Europea, la quale è complementare alla cittadinanza nazionale e offre vantaggiosi diritti, come il diritto alla libera circolazione dei lavoratori, beni e servizi in tutta l'UE .

Questo è uno dei motivi per cui la cittadinanza italiana è diventata più desiderabile per i cittadini extracomunitari, i quali, se vogliono risiedere in uno dei paesi membri, sono costretti ad ottenere un permesso di soggiorno.

Invece, una volta ottenuta la cittadinanza italiana, nessun visto o permesso di soggiorno è richiesto.

La cittadinanza italiana è attualmente disciplinata dalla legge n. 91/1992, che riconosce il diritto di avere più di una cittadinanza contemporaneamente.

Sono tre le modalità principali perché uno straniero possa ottenere la cittadinanza italiana: per discendenza, per matrimonio o naturalizzazione.

In primo luogo, la cittadinanza italiana si basa sul principio di jure sanguinis (diritto di sangue), il che significa che il figlio nato da padre o madre italiana è anche lui un cittadino italiano.

In secondo luogo, il coniuge del cittadino/a italiano/a ha diritto alla cittadinanza Italiana. Se non sussistono le circostanze, definite “ostative”, l’acquisto della cittadinanza italiana non è una semplice concessione, bensì un vero e proprio diritto soggettivo e, quindi, può essere negata solo per motivi inerenti la sicurezza della Repubblica o in caso di condanne per reati gravi.

Tuttavia, la concessione della cittadinanza Italiana non avviene automaticamente, dopo aver sposato un cittadino italiano, perché il richiedente deve soddisfare i requisiti previsti dalla legge italiana, per esempio, la residenza legale in Italia per un periodo di almeno due anni, o tre anni dal matrimonio, se i coniugi vivono all'estero.

Inoltre, al momento dell’adozione del decreto di concessione della cittadinanza non deve essere intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi.

Non è richiesta la conoscenza della lingua o della storia Italiana (come, ad esempio nel Regno Unito, dove il coniuge straniero deve superare il test di lingua inglese e il test "Life in the UK") .

Infine, anche se non sussistono dei presupposti per ottenere la cittadinanza Italiana per discendenza o per matrimonio, in ogni caso, allo straniero è possibile acquisire la cittadinanza se risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno dieci anni, oppure quattro anni, se il richiedente è cittadino di uno stato membro della Comunità Europea.

Il termine richiesto di legale residenza in Italia scende a tre anni se uno dei genitori o dei nonni erano Italiani, ma hanno perso la cittadinanza.

Ottenere la cittadinanza Italiana comporta alcuni significativi vantaggi, ad esempio:

  • possibilità di lavorare, soggiornare e studiare in Italia ed in altri 27 paesi dell'UE, senza alcun visto;
  • maggiori opportunità di carriera: molti posti di lavoro, soprattutto nel pubblico impiego, vengono offerti, in via preferenziale o esclusiva, ai cittadini dell'UE;
  • accesso alle prestazioni mediche, tra cui l'assistenza sanitaria gratuita;
  • accesso alle prestazioni scolastiche, tra cui agevolazioni per le tasse universitarie;
  • accesso al regime previdenziale;
  • accesso ai diritti di investimenti finanziari disponibili solo per i cittadini dell'UE;
  • agevolazioni nell’acquisto di proprietà in Italia;
  • possibilità di trasmettere automaticamente la cittadinanza (italiana ed europea) a tutti i figli sotto i 18 anni.