E’ tempo di vacanze ed ovunque voi andiate, e’ sempre opportuno avere a mente alcuni principi elaborati dalla nostra giurisprudenza in materia di danni da vacanza rovinata.

In primis, si rileva che nel contratto di intermediazione di viaggio è da ravvisare un mandato conferito dal viaggiatore all'agenzia di viaggio (Cass. n. 696/2010; Cass. 21388/2009; Cass. 16868/2002). Ne discende quindi che l’agenzia di viaggio, in quanto intermediario, ha sempre precisi obblighi di informazione, anche per cio’ che attiene all’eventuale necessità di visti di ingresso nel paese straniero, meta di destinazione delle nostre vacanze.

Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione ( Cass. Civ., Sez. III, 12 novembre 2013, n. 25410) ha chiarito come “il contratto comprende non solo quanto espressamente emerga dal suo tenore letterale, ma tutto ciò su cui le parti si siano anche implicitamente proposte di contrattare (cfr. artt. 1362 e 1364 c.c. artt. 1365 c.c. ss.), tenuto conto della prassi corrente, dei doveri di ordinaria diligenza gravanti su ognuna di esse, anche in relazione alle loro competenze ed al loro bagaglio culturale, e di ogni altra circostanza: ferma restando l'esigenza che resti comunque inalterato l'equilibrio economico dell'affare, cosi come originariamente previsto ed accettato (problema che nella specie non si pone, considerato che l'informazione sui visti non avrebbe richiesto al mandatario di sobbarcarsi a peculiari oneri economici aggiuntivi)”.

Dunque, la responsabilità dell'intermediario è limitata all'adempimento del mandato ricevuto dal consumatore, non rispondendo la stessa agenzia delle obbligazioni nascenti dall'organizzazione del viaggio che invece competono al Tour Operator.

Tale interpretazione si ricava dallo stesso tenore letterale dell'art. 93, comma 1, Cod. cons. che, nel configurare la responsabilità dell'organizzatore del viaggio e del venditore del pacchetto, utilizza la locuzione "secondo le rispettive responsabilità", rinviando, in tal modo, alla disciplina dei singoli rapporti che, di volta in volta, il viaggiatore instaura con gli operatori turistici di cui trattasi (Trib. Roma Sez. IX, Sent., 20/01/2017).

 In dottrina, a sostengo dell'esclusione della responsabilità solidale del tour operator e dell'agenzia di viaggi, si è correttamente evidenziato come l'azione di regresso non sia stata espressamente prevista con riferimento alla posizione del venditore del pacchetto nei confronti dell'organizzatore del viaggio, mentre essa viene attribuita anche all'intermediario di viaggi con riferimento ai fornitori dei singoli servizi. Muovendo da questo dato, si è correttamente sottolineato che, qualora il legislatore avesse inteso introdurre una responsabilità diretta dell'intermediario nei confronti del consumatore, anche per l'inadempimento contrattuale del produttore del pacchetto turistico, avrebbe esplicitamente riconosciuto anche al travel agent la possibilità di agire in regresso contro l'organizzatore del viaggio.

Al riguardo, va ulteriormente segnalato come la stessa Suprema Corte di Cassazione, nel giudicare sulla responsabilità dell'intermediario di viaggio in base alla disciplina introdotta dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (ratificata con la L. n. 1084 del 1977 ), ha precisato che detta responsabilità non può essere riversata automaticamente sull'intermediario, occorrendo di contro dimostrare che quest'ultimo era a conoscenza, o avrebbe potuto acquisire conoscenza, facendo uso della diligenza tipica dell'attività esercitata, dell'inaffidabilità del tour operator o della non rispondenza alla realtà delle prestazioni promesse tramite gli opuscoli e il materiale pubblicitario (Cass. 696/2010, cit.).

 Il Tour Operator risponde pero’ per il danno non patrimoniale da vacanza rovinata in caso di aggressione all'interno di un villaggio turistico, nell'ambito di una vacanza organizzata, se cio’ ha determinato un serio pregiudizi idoneo a pregiudicare la possibilità di godimento del  periodo di ferie. Per la S.C infatti, il danno non patrimoniale da vacanza rovinata richiede la verifica della gravità della lesione e della serietà del pregiudizio patito dall'istante, al fine di accertarne la compatibilità col principio di tolleranza delle lesioni minime, e si traduce in un'operazione di bilanciamento demandata al prudente apprezzamento del giudice di merito, il quale, dalla constatazione della violazione della norma di legge che contempla il diritto oggetto di lesione, attribuisce rilievo solo a quelle condotte che offendono in modo sensibile la portata effettiva dello stesso (Cass. civ. Sez. VI - 3 Ordinanza, 16-03-2017, n. 6830)

 Si ricorda, infine, che per la ritardata consegna del bagaglio ed il ritardo di circa quindici ore del volo intermedio, causa guasto dell'aeromobile, non costituiscono circostanze da sole sufficienti a giustificare il risarcimento del danno da vacanza rovinata (Giudice di pace Milano Sez. III, 07-02-2017).