Cass. Civ., Sez. Unite, n. 21622/2017

Due società di due diversi Stati dell’Unione Europea avevano stipulato nel 2014 un contratto mediante scambio di moduli tramite posta elettronica. In particolare la committente italiana sottoscriveva un modulo d’ordine, in cui erano richiamate le condizioni generali di contratto ed era indicato chiaramente l’indirizzo internet dove dette clausole erano accessibili. Tra le condizioni generali di contratto vi era anche la previsione della giurisdizione esclusiva del giudice tedesco.

Per questo motivo quando la società italiana conveniva quella tedesca avanti al Tribunale di Milano per inadempimento contrattuale, quest’ultima proponeva ricorso in Cassazione per regolamento di giurisdizione. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha accolto il ricorso dell’imprenditore tedesco sposando totalmente la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, secondo cui ove la clausola di giurisdizione sia contenuta in condizioni generali di contratto disponibili mediante accesso ad un sito internet, si è in presenza di una comunicazione elettronica che permette di registrare durevolmente tale clausola, allorché consente di stampare e di salvare il testo di dette condizioni prima della conclusione del contratto (sentenza 21 maggio 2015, C322/14, Cars in the web).

Si ritiene che il riportato principio valga non solo per le clausole regolanti la giurisdizione ma più in generale per le condizioni generali di contratto, che dunque potranno essere rese reperibili sul sito internet dell’imprenditore mentre sarà sufficiente che la modulistica (es. modulo d’ordine) indichi in maniera chiara dove le clausole che regolano il contratto sono conoscibili.