Con il proposito di allargare ulteriormente il sistema sanitario cinese agli investitori stranieri, il  27 Agosto 2014 la Commissione nazionale per la salute e la pianificazione familiare della Repubblica  Popolare Cinese, insieme con il Ministero del Commercio, ha diramato una comunicazione dal titolo  “Notice on Launching the Wholly Foreign-Invested Hospitals Pilot Programme”.

Il programma pilota consentirà agli investitori  stranieri, per la prima volta, di costituire  ospedali interamente finanziati da capitali  esteri. Tali investimenti potranno realizzarsi  mediante cliniche di nuova costituzione,  strutture risultanti dalla fusione con entità già  esistenti oppure dall’acquisizione di queste  ultime da parte dell’investitore estero.

Inizialmente il programma pilota sarà  sperimentato in sette aree, segnatamente  nelle città di Pechino, Tianjin, Shanghai e  nelle province di Jiangsu, Fujian, Guangdong  e Hainan. Le aree designate per l’avvio del  progetto potranno predisporre un proprio  piano per l’applicazione pratica dello stesso.  Ogni piano pilota sarà in ogni caso soggetto  all’approvazione della Commissione nazionale  per la salute e la pianificazione familiare e a  quella del Ministero del Commercio cinese.

La comunicazione in parola chiarisce che,  con l’eccezione degli investitori di Hong  Kong, Macao e Taiwan resteranno valide le  restrizioni esistenti per gli investimenti esteri  negli ospedali nei quali è praticata la medicina  tradizionale cinese.

La comunicazione precisa inoltre che gli  investitori stranieri che intendano costituire  ospedali a capitale interamente estero  dovranno soddisfare gli standard nazionali  cinesi previsti per le istituzioni mediche. In  particolare ci si aspetta che gli investitori  stranieri saranno in grado di apportare al  settore sanitario cinese capacità gestionali e  know-how di alto livello internazionale, così  da contribuire fattivamente allo sviluppo del  sistema sanitario locale.

La vigente normativa cinese1  – che consente  agli investitori stranieri di possedere sino al  70% del capitale in joint ventures ospedaliere  – prevede un minimo investimento totale  di 20 milioni di RMB per ciascuna istituzione  medica in joint venture (circa 3,15 milioni  di dollari statunitensi), di cui 2,1 milioni  devono essere versati a titolo di capitale  sociale. La comunicazione non ha chiarito  se le prescrizioni esistenti restino applicabili  nelle aree-pilota oppure se le stesse saranno  modificate. Ci si attende dalle autorità  amministrative provinciali delle aree-pilota  l’emanazione di ulteriori e dettagliate  prescrizioni accessorie, nonché di norme  relative all’attuazione del progetto.

La Cina è potenzialmente uno dei mercati  sanitari più attraenti al mondo. Con  l’invecchiamento della popolazione si stima  che, entro il 2020, il 18,3% della popolazione  totale cinese avrà un’età di 65 anni o più2.  La spesa e i finanziamenti nel settore sanitario cinese sono destinati a crescere da  circa 3.500 miliardi di RMB nel 2015 a oltre  6.000 miliardi di RMB nel 20203. Il settore  sanitario privato deve sapersi porre in maniera  tale da essere pronto a cogliere le opportunità  che questi cambiamenti sapranno offrire.