In data 11 maggio 2017, l'avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione Europea ha reso il proprio parere sul tema. Nonostante il parere non sia vincolante per i giudici, la Corte segue i pareri dell’avvocato generale in più dell'80% dei casi.

L'avvocato generale ritiene che UBER, pur presentando alcuni profili tipici di una piattaforma digitale, sia un'impresa di servizi di trasporto e, in quanto tale, sia soggetta alle regole e ai vincoli sul trasporto. Ne consegue il necessario preventivo ottenimento di autorizzazioni e licenze dai diversi Stati membri. In realtà, dall'inizio del caso, UBER ha modificato le proprie policies e attualmente utilizza solo conducenti dotati di licenza, quindi una sentenza in tal senso potrebbe ritenersi avere un impatto limitato. Tuttavia, la medesima potrebbe - al contrario - avere un impatto a lungo termine, con riferimento alle norme giuslavoristiche o fiscali applicabili a UBER stesso, nonché ai suoi dipendenti/conducenti.

Il caso richiamato ha avuto origine a Barcellona, dove l'associazione dei tassisti locali ha citato UBER, lamentandosi della sua asserita concorrenza sleale in ragione dell’utilizzo di conducenti non autorizzati.