Downing street ha annunciato, nella mattinata del 20 marzo, che notificherà formalmente all’Unione Europea la richiesta di avviare le procedure previste dall’articolo 50 del Trattato di Unione (TUE) il prossimo mercoledì 29 marzo. Da quel momento, Londra e Bruxelles avvieranno il negoziato volto a definire le modalità del recesso.

I trattati UE cesseranno di essere applicabili nei confronti del Regno Unito solo a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, una volta trascorsi due anni dall’attivazione dell’articolo 50, a meno che il Consiglio europeo non decida all’unanimità di prorogare tale termine, d’intesa con il Regno Unito.

L’ambasciatore del Regno Unito presso l’UE, Tim Barrow, ha già informato l’ufficio del Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, in merito all’intenzione del Regno Unito di invocare l’articolo 50 del trattato di Lisbona il 29 marzo 2017. Il Presidente ha reso noto che, entro 48 ore dalla notifica formale, presenterà agli Stati membri delle linee guida provvisorie su come affrontare la Brexit.

David Davis, Ministro per la Brexit, ha dichiarato: “Lo scorso giugno, i cittadini del Regno Unito hanno preso la storica decisione di uscire dall’Unione Europea. Il prossimo mercoledì il Governo darà seguito a tale decisione e avvierà formalmente il processo d’uscita attivando le procedure previste dall’articolo 50.”

Intanto Theresa May, nell’ambito di una serie di visite nelle nazioni del Regno Unito che la vedranno prossimamente impegnata anche in Scozia e Irlanda del Nord, ha effettuato una visita ufficiale in Galles insieme al Ministro per la Brexit e al Ministro per il Galles, dove ha incontrato il Primo Ministro gallese, Carwyn Jones, e i rappresentanti di numerose imprese di diversi settori per ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e coinvolgerli nel processo che porterà alla Brexit.