Lo scorso 29 settembre la CMA  ha pubblicato la propria decisione di procedere ad un Market Study sul funzionamento dei c.d. Digital Comparison Tools (DCT), ovvero gli strumenti di comparazione tra prodotti e servizi concorrenti su piattaforma digitale (siti web ed applicazioni per smartphones), in diversi settori dell’economia britannica. Questa tipologia di indagine della CMA attraverso questi “studi di mercato” si colloca ad un livello ancora esplorativo, finalizzato ad individuare le principali caratteristiche dell’industria dei DCT, ma allo stesso tempo rende espliciti gli obiettivi di policy della CMA in relazione alla concorrenza in ambiente digitale.

In particolare, la CMA ha individuato tre diverse categorie di DCT, che si differenziano per le modalità di raccolta delle informazioni oggetto di comparazione (la presenza o meno di accordi con i fornitori di prodotti o servizi oggetto di comparazione), la presentazione dei risultati (un’elencazione di offerte  basate su parametri inseriti dai consumatori oppure definite su misura alla luce di dati forniti dai consumatori) e l’eventuale assistenza prestata ai consumatori nel portare a compimento la transazione desiderata.

I settori economici interessati sono quelli in cui i DCT sembrano aver acquisito un peso crescente sulle dinamiche concorrenziali tra fornitori di beni e servizi, potendo apportare i maggiori benefici ai consumatori. In particolare, telecomunicazioni, energia e servizi finanziari. La CMA concentrerà la sua attenzione su quattro temi principali: la percezione che i consumatori hanno dei DCT e quali sono le loro aspettative; l’impatto dei DCT sulla concorrenza tra fornitori di beni e servizi oggetto di comparazione in che modo i DCT possono incrementare i livelli di concorrenza; i livelli di concorrenza tra DCT stessi; e, infine, gli effetti del contesto regolatorio sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori.

Tra gli obiettivi in materia di concorrenza, la CMA si propone di verificare in che modo i DCT possono facilitare l’entrata o l’espansione sul mercato per fornitori di beni e servizi, in particolare riducendo i costi di ricerca delle informazioni ma anche la struttura delle relazioni tra DCT e fornitori. Inoltre, il watchdog britannico si propone di accertare se i DCT sono in grado di condizionare il comportamento dei fornitori con ricadute finali sulle offerte per i consumatori. Infine, la CMA intende delineare il modo in cui una concorrenza effettiva tra DCT dovrebbe dispiegarsi e accertare se sussistono ostacoli o impedimenti, ed eventualmente le loro cause, per il raggiungimento di tale obiettivo.

Non resta che aspettare l’esito di tale indagine conoscitiva che si pone nel solco della sempre maggiore attenzione per le interazioni tra tutela della concorrenza, innovazione e mercato digitale.