È noto che, nella stragrande maggioranza degli ordinamenti, la realizzazione di un’operazione di concentrazione in assenza di autorizzazione da parte dell’autorità antitrust competente (c.d. gun jumping) integra un illecito sanzionato con ammende di ingente ammontare. Tuttavia, non sempre risulta agevole nella prassi stabilire quando un’operazione di concentrazione può dirsi effettivamente posta in essere. Ciò obbliga le imprese parti di simili operazioni all’osservanza e messa in atto di rigidi sistemi di separazione dei business interessati, ovvero, quando alcune attività di “integration planning” sono effettivamente necessarie prima dell’autorizzazione, sistemi di controllo e gestione di tali attività, così da evitare qualsiasi contestazione di “gun jumping”.

A subire tali contestazioni è stato il gruppo SFR-Altice che è stato di recente condannato al pagamento di 80 milioni di Euro dall’Autorité de la concurrence francese (Autorità) per aver realizzato due operazioni di concentrazione nel settore delle telecomunicazioni (l’acquisizione da parte di Altice, per il tramite della propria filiale francese Numericable, del controllo del gruppo SFR e, successivamente, del gruppo OTL, operante con il marchio “Virgin Mobile) senza attendere l’autorizzazione da parte dell’Autorità.

Benché il formale trasferimento dei relativi asset fosse intervento solo a seguito dell’effettivo rilascio dell’autorizzazione dell’Autorità, quest’ultima ha considerato che taluni comportamenti posti in essere da Altice sarebbero evidenza dell’influenza determinante che quest’ultima avrebbe iniziato ad esercitare sui gruppi SFR e OTL ben prima del definitivo “via libera” dell’Autorità.

Con specifico riferimento all’operazione con cui Altice ha acquistao il controllo di SFR, l’Autorità ha in particolare considerato tutti i seguenti elementi:

- i poteri gestionali che Altice avrebbe iniziato ad esercitare sul gruppo SFR prima dell’autorizzazione, avendo la prima assunto una serie di decisioni strategiche riferite al business di SFR (concernenti, ad esempio, la partecipazione ad una gara relativa ad un progetto di ricerca e sviluppo nel settore della fibra ottica, la determinazione delle condizioni tariffarie relative all’accesso a internet e, infine, la stessa decisione relativa alla successiva acquisizione del gruppo OTL);

- il rafforzamento delle relazioni economiche tra Altice-Numericable e SFR, avendo queste iniziato a collaborare al lancio di una nuova gamma di prodotti a marchio SFR ben prima dell’intervenuta autorizzazione da parte dell’Autorità; nonché,

- lo scambio di numerose informazioni strategiche e commercialmente sensibili propedeutiche all’integrazione dei due gruppi.

Comportamenti analoghi sono stati riscontrati dall’Autorità anche con riferimento all’operazione con cui Altice ha acquistato il controllo di OTL. Secondo l’Autorità, Altice avrebbe anche in questo caso assunto, prima dell’intervenuta autorizzazione, talune decisioni strategiche (in particolare concernenti l’allocazione della clientela mobile di OTL presso gli operatori di rete) per conto di OTL sulla base di alcune clausole contenute nel protocollo di accordo stipulato allo scopo di determinare le modalità di realizzazione dell’operazione di concentrazione. Inoltre, anche con riferimento a tale operazione, l’Autorità ha ravvisato un cospicuo scambio di informazioni sensibili, in particolare concernenti le prestazioni economiche di OTL, tra i due gruppi, nonché il fatto che il direttore generale di OTL avrebbe iniziato a svolgere dette funzioni altresì nel gruppo SFR-Numericable ben prima dell’autorizzazione, intervenendo sulle decisioni concernenti nuovi progetti commerciali ed entrando in possesso di numerose informazioni commercialmente sensibili.

Con riferimento all’ammontare della sanzione, questa è stata determinata dall’Autorità tenendo conto, in particolare, dell’importanza delle operazioni in esame, valutata in termini di valore delle acquisizioni, importanza delle società coinvolte e conseguente impatto sul settore delle telecomunicazioni, nonché in considerazione dei numerosi comportamenti di coordinamento illecito riscontrati dall’Autorità, alcuni dei quali strettamente connessi ai rischi concorrenziali individuati dall’Autorità con la stessa decisione autorizzativa.

Come la stessa Autorità ha avuto modo di dichiarare, la decisione in commento “…costituisce un primato a livello europeo e mondiale per l’ampiezza delle pratiche sanzionate e l’entità delle sanzioni inflitte…” e un “…forte messaggio alle imprese…” circa la fondamentale importanza della messa in atto di sistemi di separazione tra i business di società parti di fusioni e/o acquisizioni e del costante monitoraggio degli scambi di informazioni tra le medesime in pendenza del procedimento autorizzativo dell’operazione, onde evitare “…l’irrogazione di pesanti sanzioni…”.