Con delibera del 15 marzo 2017, l’Autorità Garante per le Comunicazioni ha diffidato la Wind Tre S.p.A. (all’epoca delle audizioni, presente sul mercato come Wind Telecomunicazioni S.p.A e H3G S.p.A.) a “dare corretta applicazione, […], alle disposizioni di cui all’art. 3, comma 3, del Regolamento (UE) n. 2015/2120 del 25 novembre 2015”.

Ed infatti, all’indomani della pubblicazione delle Linee Guida a livello europeo sulla neutralità della rete (Guidelines to National Regulatory Authorities on the implementation of the new net neutrality), pubblicate lo scorso 30 agosto 2016 dal Berec (Body of European Regolators for Electronic Communications), sono stati forniti gli orientamenti che l’Autorità deve seguire ai fini di una corretta ed armonizzata applicazione del Regolamento.

L’obiettivo di tale intervento è quello di creare un nucleo di norme comuni che consenta alle autorità nazionali di regolazione di applicare le nuove norme previste dal Regolamento (UE) 2015/2120 del 25 novembre 2015 in armonia con l’orientamento europeo. In particolare, si pone l’accento sul rispetto delle norme per la salvaguardia del trattamento equo e non discriminatorio del traffico nella fornitura di servizi di accesso a Internet e sui diritti dei relativi utenti finali.

A tal riguardo l’Agcom, effettuando una ricognizione delle offerte presenti sul mercato, ha analizzato le caratteristiche delle offerte zero rating (relative a contenuti offerti tramite piattaforme proprietarie) di Wind Telecomunicazioni S.p.A e H3G S.p.A.

Per pratiche di zero rating si intendono quelle offerte che non computano il traffico generato da (o verso) particolari servizi o applicazioni (c.d. “zero-rated”) ai fini del raggiungimento delle soglie di consumo nelle offerte che prevedono l’imposizione di un dato cap (allo stato, nel mercato italiano, riconducibili esclusivamente alle offerte su rete mobile).

A tal proposito, il Regolamento UE, pur non vietando esplicitamente le pratiche commerciali di zero rating, stabilisce che i fornitori di servizi di accesso a Internet: i) non possono commercializzare offerte che limitino l’esercizio dei diritti degli utenti ad avere accesso a un’Internet aperta (art. 3, comma 2); ii) devono trattare tutto il traffico allo stesso modo.

Più precisamente, l’articolo 3, comma 3 del Regolamento, chiarisce che gli Internet Service Provider nel fornire servizi di accesso a Internet “trattano tutto il traffico allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze, e a prescindere dalla fonte e dalla destinazione, dai contenuti cui si è avuto accesso o che sono stati diffusi, dalle applicazioni o dai servizi utilizzati o forniti, o dalle apparecchiature terminali utilizzate”.

Ebbene, nell’occhio del ciclope dell’Agcom sono finite le applicazioni “Music by 3” e “Veon”, rispettivamente erogate da H3G S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A., che a seguito di attività istruttoria, sono risultate in violazione con l’art. 3, comma 3, del Regolamento UE 2015/2120.

Trattasi infatti di applicazioni che pur in assenza del traffico dati, nel primo caso, consentono di ascoltare musica e, nel secondo, di chattare, con la conseguenza che l’utente, pur in assenza di giga, può tranquillamente continuare ad usufruire della applicazione.

Ebbene, una tale pratica, è, a parere dell’Agcom, palesemente in violazione con quanto disposto dall’art. 3, comma 3 del Regolamento che statuisce l’obbligo di trattare tutto il traffico allo stesso modo, nonché con il paragrafo 41 delle Linee Guida.

Sostanzialmente le due app in questione, consentendo all’utente di continuare a fruire del servizio, anche in assenza del traffico dati, pongono in essere una vera e propria discriminazione tutta a spregio di applicazione del calibro di Spotify o Whatsapp che, al contrario, richiedono necessariamente la capienza del traffico dati per garantirne la funzione.

Per l’Agcom, dunque, una tale pratica creerebbe una evidente disparità di trattamento rispetto a soluzioni terze che mina il principio della net neutrality.

A seguito del monito suddetto, l’Agcom ha quindi invitato la Wind Tre S.p.A., entro il 15 aprile 2017, a prendere idonee misure al fine di adeguare la propria offerta alle succitate disposizioni.