Questa sentenza attiene al significato di Perdita Totale Costruttiva nel contesto di un attacco da parte di pirati.

I Fatti

All’inizio del mese di luglio 2011, la BRILLANTE VIRTUOSO, nave cisterna di proprietà di parte attrice, si trovava in rotta da Kerch, Ukraina, a Quingdao, Cina, con a bordo 141,000 mt di petrolio. La nave era assicurata contro i rischi guerra ai sensi di una polizza emessa da parte convenuta. Dal momento che la nave avrebbe dovuto transitare nel Golfo di Aden e l’Oceano Indiano, noto per il rischio di attacchi da parte di pirati, gli armatori avevano organizzato che una squadra di guardie armate sarebbe salita a bordo ad Aden. Mentre la nave era in attesa a largo di Aden, il 5 luglio del 2011, degli uomini in uniforme si spacciarono per guardia costiera, trattandosi in realtà di pirati che, una volta a bordo, minacciarono il Comandante di salpare per la Somalia. Quando il motore principale si fermò e non poté essere rimesso in moto, i pirati causarono un’esplosione nella sala macchine, pregiudicando tutti i sistemi della nave. Il giorno successivo, 6 luglio 2011, i pirati abbandonarono la nave, e l’equipaggio lanciò l’allarme, a seguito del quale vennero soccorsi da una nave militare americana.

La BRILLANTE VIRTUOSO venne rimorchiata in Oman perché il carico venisse scaricato e venne dunque restituita all’assicurato il 7 ottobre 2011, rimanendo ancorata in acque internazionali protetta da due rimorchiatori. Il 7 dicembre 2011 gli armatori notificarono un preavviso di abbandono della nave con cessione di diritti agli assicuratori (“notice of abandonment”) che venne rigettato. In data 8 febbraio 2012, venne iniziata una procedura contro gli assicuratori e la nave venne venduta il 20 febbraio 2012 per la rottamazione per la cifra di US$700,000.

La nave era stata assicurata per US$55 milioni ai sensi di una polizza rischi guerra specificante l’ammontare sulla base delle disposizioni dell’Institute War Risks Hulls, a copertura di perdite causate da atti di pirateria. Nel caso di perdita parziale, sussisteva inoltre copertura per perdita di nolo per 180 giorni, soggetta alla disposizione secondo la quale le riparazioni dovevano essere completate entro 12 mesi dalla fine del periodo di copertura (“the repairs in respect of which a claim is made hereunder are completed within 12 months of the expiry of the period covered by this policy”).

Anche i costi, sostenuti per evitare o ridurre il danno risarcibile, i cosidetti costi di ‘suing and labouring,’erano coperti.

Gli armatori argomentarono che vi fosse stata una perdita totale costruttiva, ma che, in caso di insussistenza, sarebbero stati legittimati a recuperare per perdita parziale, perdita di nolo e costi di ‘suing and labouring’.

La Sentenza

La Corte decise per la sussistenza della Perdita Totale Costruttiva, per i seguenti motivi:

  1. La polizza definiva la Perdita Totale Costruttiva riferendosi alla situazione dove il costo delle riparazioni eccedesse il valore assicurato, superando il criterio espresso nella sezione 60(2) del Marine Insurance Act 1906. Il valore assicurato era pari a US$55 milioni, mentre il costo delle riparazioni da effettuarsi in Cina sarebbe stato pari a US$53 milioni e quelle da effettuarsi a Dubai di US$64 milioni. Il criterio per definire, teoricamente, i costi per le riparazioni, sarebbe la scelta che avrebbe fatto un armatore prudente non assicurato nella posizione degli armatori. Un armatore prudente, nella posizione dell’assicurato, avrebbe optato per effettuare le riparazioni a Dubai, dati i rischi ed i ritardi coinvolti nel rimorchiare la nave in Cina. Per questo, si era verificata una Perdita Totale Costruttiva.
  2. Il diritto di reclamare una Perdita Totale Costruttiva non era stato perso a causa della vendita della nave. Gli assicuratori erano stati informati della vendita e vi avevano acconsentito. Il preavviso di abbandono non era stato revocato dall’assicurato, ed il diritto di portare avanti un reclamo per Perdita Totale Costruttiva, sorto nel momento in cui il preavviso di abbandono era stato rigettato, non era andato perso.
  3. Considerato che la nave rappresentava una perdita parziale, superando la sezione 69(3) del Marine Insurance Act 1906, la misura per l’indennizzo per una nave non riparata ai sensi di una polizza specificante il valore assicurato (valued policy) era data dal valore di mercato attuale meno il valore della nave danneggiata. Era noto che il valore danneggiato della nave fosse pari a US$700,000 e che il valore della nave riparata ed in buono stato (repaired sound value) era pari a US$10,200,000, pertanto, la somma recuperabile per perdita parziale, era pari a US$9,500,000.
  4. Considerato che sussisteva soltanto una perdita parziale, sussisteva un reclamo per perdita del nolo. La condizione alla perdita di nolo operava soltanto ove vi fosse stato un reclamo per i costi delle riparazioni effettuate. Non trovava applicazione ove vi fosse un reclamo per costi di riparazione.
  5. Vi era stato un reclamo per costi di suing and labouring ai sensi della sezione 78 del Marine Insurance Act 1906, ed anche ai sensi della relativa clausola nelle Institute Hull Clauses. Non vi era stata alcuna frattura nella catena causale tra l’atto di pirateria e il sostenimento dei costi di suing and labouring. Tuttavia, il diritto di recupero delle spese ebbe fine alla data dell’inizio dell’azione, ossia il giorno 8 febbraio 2012.