Secondo le stime inviate dalla compagnia di sicurezza privata Dryad Maritime, i crimini scaturenti dalla pirateria in Asia Sud Orientale sarebbero cresciuti del 22% nella prima metà del 2015. Nel primo semestre del 2015 sarebbero stati riportati almeno 120 incidenti, di cui 12 rappresentati da sequestri, 3 in più rispetto all’anno precedente.

I conflitti di Libia e Yemen, uniti alla crisi dell’immigrazione nel Mediterraneo, stanno provocando seri problemi all’industria marittima. Anche se, come riportato dalla società sopra menzionata, si è riusciti nell’intento di catturare pericolose squadre criminali, ci si aspetta un ritorno ai tentativi di sequestro nei prossimi mesi.

Il Sud Est Asiatico, dunque, sembra sempre più richiedere azioni mirate per la protezione dal sequestro di autocisterne di piccole dimensioni e per i furti su imbarcazioni in transito, rendendo lo stretto di Singapore sempre più vulnerabile. Non sembra svilirsi la preoccupazione per gli attacchi, sempre presenti, nel Golfo di Guinea, dove tra i mesi di aprile e maggio, non lontano dalle coste della Nigeria, sarebbero rapiti almeno 20 marinai.