Con sentenza n. 167/2016 depositata il 19 gennaio 2016 (qui il testo completo), il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurgici e Odontoiatri (FNOMCEO), riformando la sentenza del Tar Lazio n. 4943/2015, così definitivamente annullando la sanzione comminata nel 2014 dall’AGCM alla FNOMCEO a fronte di un’intesa restrittiva della concorrenza ex art. 101 TFUE, posta in essere mediante l’adozione, nel 2006, di alcune norme del Codice deontologico e delle linee guida applicative poi deliberate nel 2009.

La sanzione applicata dall’AGCM ammontava a € 831.816, poi ridotta dal Tar Lazio in € 415.098.

Le date in questa vicenda sono di fondamentale importanza. Il Consiglio di Stato ha, infatti, ritenuto che l’illecito amministrativo contestato dall’AGCM alla FNOMCEO debba ritenersi prescritto, essendo spirato il termine quinquennale dalla commissione dell’illecito.

Il codice deontologico oggetto di contestazione è stato adottato dalla FNOMCEO nel dicembre 2006, le linee guida nel maggio 2009, mentre il provvedimento sanzionatorio dell’AGCM è stato deliberato il 4 settembre 2014 e poi notificato il successivo 24 settembre 2014.

All’apparenza potrebbe sembrare “soltanto” una questione di mero calcolo tra una data e un’altra, ma così non è. La questione è ben più complessa e si fonda sulla qualificazione della condotta contestata o quale “illecito permanente” o quale “illecito istantaneo ad effetti permanenti”.

La prima qualificazione è stata data dall’AGCM e poi condivisa dal TAR LAZIO (ossia la permanenza dell’illecito “deriverebbe dal fatto che la misura regolatoria illegittima, introdotta nel Codice deontologico del 2006, non sarebbe stata successivamente eliminata, così continuando a produrre i suoi effetti lesivi per tutto il tempo della sua vigenza”), mentre il Consiglio di Stato ha ritenuto che la condotta contestata alla FNOMCEO sia “una condotta istantanea (in cui l’illecito si perfezione e consuma con l’introduzione della regola illegittima), foriera semmai di effetti perduranti per tutto il tempo di vigenza della norma”.

In altri termini, l’illecito - a giudizio, che si condivide, del Consiglio di Stato - si è consumato nel momento in cui il codice deontologico ovvero le successive linee guida sono state introdotte dal FNOMCEO (ossia, rispettivamente, nel dicembre 2006 e nel maggio 2009).

La prescrizione è quindi intervenuta, posto che, non solo il provvedimento finale dell’AGCM è stato adottato 5 anni dopo l’adozione del codice deontologico e delle linee guida, ma sopratutto perché il Consiglio di Stato ha precisato che quale momento interruttivo della prescrizione in tema di sanzioni amministrative va tenuto in considerazione il momento della notifica del provvedimento finale.

Una prescrizione (non medica) che ha permesso di risparmiare alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurgici e Odontoiatri centinaia di migliaia di Euro.

Una prescrizione (non medica) che ha permesso di risparmiare alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurgici e Odontoiatri centinaia di migliaia di Euro.