Con ordinanza pubblicata lo scorso 30 settembre, il Tribunale dell’UE (Tribunale) ha ritenuto irricevibile il ricorso presentato dalla società Greenpeace Energy eE e da altri nove produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili (Ricorrenti) avverso la decisione con cui la Commissione europea (Commissione) aveva ritenuto che la misura statale concessa dal Regno Unito per il funzionamento dell’impianto di energia nucleare di Hinckley Point (HP) fosse compatibile con il mercato interno (Decisione). Per il Tribunale, le Ricorrenti non hanno dimostrato di esser state individualmente danneggiate dalla Decisione.

Giova preliminarmente ricordare che la misura notificata dal Regno Unito alla Commissione europea consisteva in un Contratto per Differenza (CpD), qualificato come aiuto agli investimenti, che avrebbe fornito certezza di entrate nel corso della fase operativa di HP. Il beneficiario della misura era NNB Generation Company Limited (NNBG) ed il CpD era stato stipulato da NNBG e la Low Carbon Contracts Company Ltd. Ai sensi del CpD, NNBG avrebbe ricevuto entrate pari alla somma del prezzo di vendita dell’elettricità sul mercato all’ingrosso e un conguaglio corrispondente alla differenza fra il prezzo di esercizio predeterminato e il prezzo di riferimento rilevati nel precedente periodo di riferimento.

Le Ricorrenti sostenevano inter alia che la Commissione, nell’ambito della sua indagine, (i) presumendo la non finanziabilità della centrale nucleare sui mercati finanziari, avesse ravvisato erroneamente un fallimento dei mercati e trascurato il fatto che altre centrali nucleari funzionano senza analoghi aiuti statali; (ii) non avesse valutato in modo sufficiente le alternative alla costruzione e alla messa in servizio della centrale nucleare in riferimento al presunto scopo della sicurezza degli approvvigionamenti; (iii) avesse erroneamente ritenuto che le distorsioni della concorrenza create sul mercato fossero trascurabili.

Con l’ordinanza in commento, il Tribunale ha ritenuto che il ricorso fosse irricevibile nella misura in cui le Ricorrenti non avevano dimostrato di essere state individualmente e direttamente “colpite” dalla Decisione. Infatti, secondo l’orientamento espresso dal Tribunale, i soggetti non destinatari di una decisione della Commissione in materia di aiuti di stato, per essere ritenuti legittimati ad impugnarla, devono dare prova di esser stati danneggiati dalla decisione in ragione di qualità soggettive loro peculiari che li pongono in una posizione analoga a quella dei destinatari della decisione stessa.

In particolare, quanto alla posizione di quei Ricorrenti che avevano partecipato al procedimento amministrativo aperto dalla Commissione ed avevano in tale contesto presentato anche delle osservazioni scritte in merito alle misure contestate, il Tribunale ha ritenuto che la mera partecipazione al procedimento non fosse sufficiente a dimostrare che la decisione avesse influenzato sostanzialmente la loro posizione sul mercato. Per quanto riguarda invece l’impatto sostanziale della decisione sulla posizione degli altri Ricorrenti, il Tribunale ha ritenuto che la sola circostanza che le misure controverse possano esercitare un’influenza sulle dinamiche di mercato esistenti e che le Ricorrenti si trovino in rapporto concorrenziale con il beneficiario dell’aiuto non sia sufficiente a dimostrare che tali soggetti siano direttamente danneggiati dalla Decisione. Il solo fatto che le misure notificate fossero idonee a produrre degli effetti sul mercato dell’elettricità dell’UE non poteva far concludere che l’eventuale pregiudizio alla posizione concorrenziale delle Ricorrenti rendeva la loro posizione diversa da quella degli altri operatori attivi sul mercato.

In conclusione, la decisione in commento – anticipando in qualche modo una pronuncia sul merito sull’assenza di un danno concreto prodotto dalla Decisione in capo alle Ricorrenti - sembra voler limitare la possibilità delle imprese di contestare una decisione della Commissione che ha ritenuto un aiuto di stato compatibile con il mercato interno. La mera qualità di concorrente del beneficiario dell’aiuto non è stata ritenuta sufficiente, così come per il Tribunale non è bastato aver partecipato attivamente al procedimento amministrativo condotto dalla Commissione. Rimane invero poco chiaro quali elementi di prova debbano in concreto addurre le imprese per riuscire a convincere il Tribunale di avere un interesse concreto a proporre un’azione di tal genere.