L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom), e, più in generale, le Autorità di garanzia e di vigilanza, non possono negare l’accesso agli atti “…adducendo a motivo che i documenti non ostesi sono stati formati in funzione di studio e di preparazione del contenuto di atti […] e sarebbero, per questo coperti dal segreto…”, nell’ipotesi in cui detto accesso sia richiesto da soggetti parti di un procedimento in cui sono accusati di aver commesso infrazioni amministrative suscettibili di sanzioni.  

A stabilirlo è stato il TAR del Lazio (TAR), il quale ha accolto la domanda di ostensione presentata da Sky Italia S.r.l. (Sky) con riferimento a taluni atti segretati dall’AGCom nell’ambito del procedimento sanzionatorio da quest’ultima avviato nei confronti di Sky al fine di verificare il mancato rispetto degli obblighi stabiliti ex art. 44 D.lgs. 177/2005 (in quanto Sky non avrebbe correttamente calcolato la base imponibile e la quota di investimento che, nell’ambito dei propri ricavi, doveva destinare alla produzione audiovisiva europea e indipendente di cui al regolamento allegato alla delibera 186/13/CONS del 2013, la Delibera).  

In particolare, l’AGCom aveva negato a Sky l’accesso con riferimento a documenti contenenti (i) gli esiti delle attività di verifica dell’adempimento degli obblighi stabiliti dalla Delibera; (ii) i relativi approfondimenti; (iii) gli esiti di detti approfondimenti; (iv) i modelli di Informativa Economica di Sistema – IES (ossia la dichiarazione annuale dei dati anagrafici ed economici sull’attività svolta cui sono obbligati gli operatori dei settori dei media, al fine di raccogliere gli elementi necessari per adempiere agli obblighi di legge, nonché aggiornare la base statistica degli operatori di comunicazione) inviati dagli editori terzi nel 2013 e riferiti all’anno 2012; nonché (v) la proposta di avvio del procedimento e la relazione del responsabile. Ciò, in ragione del fatto che, secondo il regolamento adottato dall’AGCom con specifico riferimento all’esercizio del diritto di accesso agli atti di tale autorità, sono sottratti all’accesso anche “…le note, le eventuali proposte della struttura e ogni altra elaborazione delle unità organizzative con funzione di studio e di preparazione del contenuto degli atti…”.  

Simile motivazione è stata tuttavia contestata dal TAR, il quale, nel ricordare come l’unico caso in cui le esigenze di segretezza individuate dalla legge e, più nello specifico, dalle singole autorità indipendenti con proprio regolamento, cedono di fronte al diritto di accesso “defensionale” si verifichi laddove simile diritto di accesso sia funzionale all’esercizio del diritto di difesa dei soggetti richiedenti ai sensi dell’art. 24 Cost., ha ravvisato tale eccezione nel caso in esame, sottolineando come simile accesso fosse stato richiesto da Sky proprio “…ai fini della partecipazione procedimentale difensiva che la ricorrente intende attuare per difendersi all’interno del procedimento sanzionatorio formalmente avviato dall’AGCOM…”.  

Illegittimo, pertanto, deve ritenersi, secondo il TAR, il rifiuto alla richiesta di accesso opposto a Sky da parte dell’AGCom, posto che “…la documentazione richiesta […] è strettamente collegata agli accertamenti contenuti nell’atto di contestazione […], trattandosi di atti e documenti prodromici e funzionali a detti accertamenti. La tutela dell’esercizio di difesa contro il provvedimento sanzionatorio, invero, comporta che sia lasciata al giudizio proprio dell’incolpato (e non di altri) la valutazione della rilevanza o meno del documento preteso, in funzione dell’articolazione delle proprie difese…”.  

In altre parole, con la sentenza in commento, il TAR ha ricordato come la questione relativa all’accesso ai documenti delle autorità indipendenti, laddove venga formulata da un’impresa coinvolta in un relativo procedimento sanzionatorio, prescinda invero dalla natura degli atti stessi, dal momento che “…ciò che rileva […] è in realtà l’obiettiva collocazione del documento nella sequenza procedimentale che ha condotto all’avvio del procedimento e la sua inerenza rispetto agli addebiti contestati al ricorrente…”.  

Principio questo che dovrà trovare applicazione anche negli analoghi procedimenti innanzi alle altre autorità di regolazione, tra cui in particolare l’AGCM e l’AEEGSI.