L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un procedimento istruttorio per abuso di posizione dominante nei confronti di tre società operanti nell'ambito dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) nel “bacino unico integrato” di Padova. Per comprendere la rilevanza concorrenziale dei fatti denunciati dalla Provincia di Padova (PdP) è opportuno ripercorrere brevemente le vicende poste a fondamento dell'istruttoria in esame.

Dal provvedimento di avvio in commento emerge che a far data dal 30 aprile 2015 la società Busitalia Veneto S.p.A. (BV) erogava i servizi di TPL non solo nel comparto urbano ma anche in quello extraurbano del padovano. Questa data segna il perfezionamento dell'acquisizione da parte di BV dei rami d'azienda dei precedenti concessionari dei servizi di TPL, sia urbano, facente capo ad APS Holding S.p.A. (APS Holding), sia extraurbano, di competenza di Busitalia Sita Nord S.r.l. (BSN) ed il consolidamento della sua posizione dominante.

In relazione ai comportamenti che saranno oggetto dell’accertamento istruttorio, in primo luogo il provvedimento di avvio evidenzia l'invio tardivo, oltreché l'omessa presentazione, da parte di BSN, APS Holding e BV di informazioni e dati richiesti dall'Ente di Governo (EdG), comprendente il Comune e la PdP, necessari per il completamento degli elaborati di gara indispensabili all'affidamento dei servizi in esame. La conseguenza di tale comportamento di segno dilatorio sarebbe stata quella di impedire l'apertura al mercato, non consentendo all'EdG di indire la relativa gara entro il 31 dicembre 2016.

Non è casuale, pertanto, che, unitamente al procedimento per abuso di posizione dominante, l'AGCM abbia, al contempo, avviato un procedimento cautelare - ai sensi dell'articolo 14-bis della legge n. 287/90 - in relazione all'operato di BV, APS Holding e BSN, dacché, oltre ad aver accertato la sussistenza del fumus boni iuris, ha appurato, altresì, la fondatezza del correlato profilo del periculum in mora. In altre parole, si è evidenziato che, oltre ad aver comportato il “…rischio di un danno grave e irreparabile alla concorrenza…”, derivante dalla mancata apertura del settore al mercato entro il termine stabilito, “…ove mantenute nel tempo, inoltre, tali condotte avrebbero l'effetto di ulteriormente ritardare sine die lo svolgimento della gara e dunque l'apertura alla concorrenza del mercato interessato…”.

Vale la pena osservare che la condotta abusiva appena esaminata è stata ritenuta posta in essere in violazione dell'articolo 102 TFUE, in quanto sarebbe stata idonea a dispiegare riflessi dannosi sul commercio intracomunitario.

Il secondo comportamento oggetto dell’approfondimento istruttorio dell'AGCM, al contrario, sarebbe stato realizzato in violazione dell'articolo 3 della legge n. 287/90 e avrebbe avuto lo scopo di garantire un incremento del prezzo ingiustificato per i servizi di ticket SMS, che consentono di comprare biglietti venduti mediante il canale elettronico. Nello specifico, BV avrebbe posto la PdP davanti ad uno scenario in cui, laddove avesse mancato di autorizzare l'aumento del prezzo del biglietto venduto tramite siffatto canale, BV avrebbe, di contro, disattivato il servizio di acquisto ticket SMS per il trasporto extraurbano. Interessante, a tal proposito, l'osservazione contenuta nel provvedimento in commento, secondo cui “…tale richiesta appare priva di giustificazioni oggettive, atteso che BV non ha fornito alcun elemento di costo a supporto dell'incremento di prezzo, ancorché richiesta in tal senso dalla PdP, anche alla luce del fatto che primari operatori di TPL nazionali offrono il servizio di ticket SMS allo stesso costo di quello tradizionale…”.

Si segnala, in conclusione, che il procedimento in parola dovrà terminare entro il 15 luglio 2017.