Chi può decidere e cosa su MARPOL o su Brexit? Normalmente quando gli stati sovrani negoziano e raggiungono un accordo, i medesimi ratificano l'accordo secondo le diverse procedure nazionali. Per il Regno Unito è piuttosto semplice (si pensi che la Scozia, l'Irlanda del Nord e il Galles non hanno alcun diritto di parola, almeno politicamente): il Parlamento di Londra decide. Ma che dire dell'UE? È solo la Commissione che negozia e il Consiglio e il Parlamento che decidono?

Questa è stata la questione che la Corte Suprema dell'Unione Europea si è trovata ad affrontare in merito all'accordo concluso tra l'UE e Singapore.

Come dovrebbe ratificare l'accordo l’UE? A tal proposito, la Corte ha dichiarato che, poiché l'accordo ha avuto un impatto su determinate politiche e diritti di uno degli Stati membri dell'UE, esso dovrebbe essere ratificato non solo dal Consiglio e dal Parlamento (a nome dell'UE), ma anche dai 28 Stati membri. È evidente che ciò rende difficile la ratifica ed espone il Regno Unito a difficili negoziazioni riguardo alla Brexit.

La Spagna può porre un veto su tale accordo nonostante esista un accordo che riguarda Gibilterra?

C'è un aspetto positivo in tutto questo, soprattutto nel settore dei trasporti: la Corte ha fatto i salti mortali per limitare le aree in cui gli Stati membri debbono/possono dare un contributo.

In particolare, la Corte ha dichiarato, diversamente da quanto precedentemente affermato dall'avvocato generale, che i servizi di trasporto rientrano nella competenza esclusiva dell'UE. Questo potrebbe avere un forte impatto sulle modalità con cui l'UE si rapporta con la MARPOL e le diverse agenzie marittime. Talmente forte da imporre una riflessione.