Il Decreto Legge n.18 del 14.2.2016, pubblicato in GU il 15.2.2016 (“Decreto”) stabilisce misure urgenti, già in vigore, in relazione, tra le altre cose, alla garanzia dello Stato italiano (c.d. “GACS”) a beneficio dei detentori dei titoli senior emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di sofferenze bancarie, nonché al regime fiscale per l’acquisto di immobili nell’ambito delle procedure esecutive.

Il MEF è autorizzato a concedere la GACS per diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto, ossia dal 16.2.2016. Tale termine è prorogabile dal MEF di ulteriori diciotto mesi, previa approvazione della Commissione Europea.

La GACS, che è incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta, può garantire solo i titoli senior emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti classificati come sofferenze e ceduti da “banche italiane aventi sede in Italia”. La lettera della norma porterebbe ad escludere la possibilità di beneficiare della garanzia per le succursali di banche estere insediate in Italia.

Si tratta di una garanzia onerosa, il cui corrispettivo annuo viene determinato “a condizioni di mercato”, secondo quanto previsto dal Decreto (art. 9, comma 3) sulla base di una particolare metodologia ancorata a tre Panieri CDS.

Le operazioni di cartolarizzazione rientranti nello schema della garanzia devono presentare le specifiche caratteristiche determinate nel Decreto, tra cui le seguenti:

  • i crediti oggetto di cessione sono trasferiti ad una società veicolo appositamente costituita (c.d. special purpose vehicle, “SPV”) per un prezzo non superiore al loro valore netto di bilancio;
  • i titoli emessi nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione sono di almeno due classi diverse, in ragione del grado di subordinazione nell’assorbimento delle perdite;
  • i titoli “junior”, ossia quelli maggiormente subordinati, non ricevono rimborso di capitale e interessi fino al completo rimborso dei titoli di altre classi;
  • è possibile emettere una o più classi di titoli “mezzanine”, che sono postergate ai titoli senior per quanto riguarda la corresponsione degli interessi, ma antergate a questi ultimi per quanto riguarda il rimborso del capitale.

Per beneficiare della garanzia, i titoli senior devono avere ottenuto un rating (da parte di agenzie esterne di valutazione del merito di credito accettate dalla BCE al 1.1.2016) non inferiore all’ultimo gradino della scala di valutazione del merito di credito investment grade.

La garanzia viene concessa con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (“MEF”) a seguito di istanza presentata dalla banca cedente e diviene efficace allorquando la banca cedente abbia trasferito a titolo oneroso almeno il 50% più uno dei titoli junior e, in ogni caso, un ammontare dei titoli junior (e, ove emessi, dei titolimezzanine) che consenta l’eliminazione contabile dei crediti oggetto dell’operazione di cartolarizzazione dalla contabilità della banca e, a livello consolidato, del gruppo bancario cedente, in base ai principi contabili applicabili.

Per quanto riguarda l’escussione della GACS, questa può avere luogo entro nove mesi dalla scadenza del titolo senior. In particolare, in caso di mancato pagamento del titolo garantito – anche parziale, per capitale o interessi- perdurante per oltre sei mesi dalla scadenza, i detentori (in concerto e tramite il rappresentante comune degli obbligazionisti) inviano una richiesta di pagamento alla SPV. Decorsi 30 giorni dalla richiesta ed entro sei mesi dal relativo ricevimento da parte della SPV, i detentori dei titoli possono richiedere l’intervento della GACS.

Entro 30 giorni dalla richiesta, il MEF (che con il pagamento è surrogato nei diritti dei detentori dei titoli senior verso la società emittente) corrisponde ai detentori dei titoli l’importo ad essi spettante alle scadenze e per l’ammontare originariamente previsti dall’operazione di cartolarizzazione, senza aggravio di interessi o spese.

Per far fronte alle esigenze di cassa di cui alla garanzia dello Stato, viene istituito presso il  MEF un fondo pari a 100 milioni di euro per l’anno 2016, alimentato dai corrispettivi annui delle garanzie concesse.

Nell’ottica di favorire la cessione dei crediti in sofferenza da parte delle banche, per  incentivare l’acquisto dei beni immobili posti a garanzia dei crediti il Decreto ha anche introdotto alcune importanti modifiche alla disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari nell'ambito di vendite giudiziarie.

In particolare, l’art. 16 del Decreto dispone che gli atti e i provvedimenti  recanti  il  trasferimento  della proprietà o di diritti reali su beni immobili emessi nell'ambito di una procedura giudiziaria di espropriazione  immobiliare  ovvero di una procedura di vendita ai sensi dell’art. 107 della Legge Fallimentare, sono assoggettati alle  imposte  di  registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa  di  200  euro  ciascuna (invece che in misura proporzionale)  a condizione che l'acquirente li ritrasferisca  entro due anni. In caso di mancato ritrasferimento entro il biennio, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura ordinaria e, inoltre, si applica una sanzione amministrativa nella misura del 30%, oltre ad interessi di mora. Gli atti interessati dalla previsione sono quelli emessi dalla data di entrata in vigore del Decreto fino al 31 dicembre 2016.