Si sono concluse le cinque istruttorie avviate nell’ottobre 2016 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) contro Ticketone S.p.a. (Ticketone) e i quattro operatori di secondary ticketing Seatwave, Viagogo, Ticketbis, e Mywayticket (si veda la nostra Newsletter del 24 ottobre 2016), al fine di verificare alcune presunte violazioni del Codice del Consumo in relazione alla vendita di biglietti per concerti di artisti di fama nazionale e internazionale negli ultimi anni. L’AGCM ha irrogato sanzioni nei confronti dei soggetti coinvolti per un totale di 1.7 milioni di euro.

In particolare Ticketone, multata per 1 milione di euro, era sotto osservazione a seguito di numerose segnalazioni che riscontravano difficoltà nell’acquisto di biglietti per eventi ad elevata domanda. All’apertura della vendita sul mercato primario si verificava un rapido esaurimento dei biglietti sui canali Ticketone, così da rendere impossibili gli acquisti sin dall’inizio. Contestualmente, apparivano biglietti per i medesimi eventi su siti internet del mercato secondario, a prezzi maggiorati. Tali accadimenti si sono verificati in occasione di numerosi concerti a partire dal 2012 fino a recenti casi del 2017.

L’istruttoria era focalizzata sul verificare se Ticketone avesse agito con la diligenza richiesta dal particolare ruolo che svolgeva sul mercato. Ticketone, infatti, è dal 2002 titolare di una concessione esclusiva per la rivendita online di biglietti per concerti organizzati dai maggiori promoters italiani, coi quali aveva pattuito che almeno il 30% dei biglietti totali venissero concessi a Ticketone. Tale contratto prevedeva dei particolari obblighi anti bagarinaggio per il concessionario, che si impegnava a predisporre misure idonee a garantire la regolare vendita dei biglietti online. In particolare, il contratto citava clausole quali la previsione che “…il Titolo di Ingresso non può dal Cliente essere ceduto a titolo oneroso né può essere oggetto di intermediazione…”.

A seguito delle ispezioni e delle indagini svolte dall’Autorità, è stata rilevata la violazione dell’articolo 20 del Codice del Consumo da parte di Ticketone, nella misura in cui avrebbe omesso l’adozione di misure e procedure, secondo la diligenza richiesta da un professionista del settore, per contrastare l’acquisto multiplo e la rivendita di biglietti dai propri canali. Ciò ha causato un danno ai consumatori, costringendoli a rivolgersi al mercato secondario pagando prezzi superiori rispetto alle tariffe di mercato primario. Ticketone, inoltre, non ha azionato alcun sistema di controllo successivo per annullare gli acquisti multipli. L’Autorità ha valutato tali condotte anche alla luce del particolare ruolo di responsabilità che il professionista aveva sul mercato, gestendo in esclusiva gran parte delle vendite di biglietti per i maggiori concerti in Italia.

Per quanto riguarda gli altri operatori coinvolti, attivi nel mercato secondario (secondary ticketing), l’Autorità ha accertato la responsabilità dei suddetti con riferimento alle modalità informative con le quali operano sul mercato. In particolare, si contestano indicazioni ingannevoli e omissioni informative circa l’attività svolta dal professionista (che è un mero intermediario), circa il prezzo del servizio, la posizione dei posti assegnati e la presenza di reclami di scarsità di posto. Tali informazioni, secondo l’Autorità, costituiscono elementi fondamentali per orientare la scelta dei consumatori, i quali dunque subiscono un pregiudizio rilevante nell’operare le decisioni di acquisto. Inoltre, si rilevano pratiche di inserzioni a pagamento su Google tali da condizionare i risultati di ricerca dei clienti, i quali verrebbero confusi circa la reale natura dell’offerta e circa l’esistenza di un mercato primario con prezzi diversi.

Sulla base di tali risultanze, l’Autorità ha ritenuto tali operatori responsabili di aver eseguito pratiche commerciali scorrette ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, e ha disposto una sanzione complessiva di 700.000 euro.