Il 29 Ottobre scorso il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato due pareri in risposta a quesiti sollevati in rapporto alla normativa che disciplina le Start-up e le PMI innovative. Si tratta dei primi chiarimenti utili ai fini della pratica applicazione dei nuovi istituti.

Il contesto

Come noto, le Start-up e le PMI che investono in attività di ricerca e sviluppo e utilizzano privative industriali, possono, in presenza di determinate condizioni previste dalla legge, fregiarsi del titolo di “imprese innovative” ed accedere ad una serie di vantaggi ed incentivi loro riservati, in ambito fiscale e non solo.I requisiti e le agevolazioni che riguardano le “Start-up innovative” sono differenti da quelli previsti per le “PMI innovative”; tuttavia sia per le PMI che per le Start-up uno dei fattori che consente all’impresa di essere qualificata “innovativa”, è la titolarità di un brevetto per invenzione industriale oppure di un programma per elaboratore.

Il brevetto che innova

Con il primo parere, il Ministero ha chiarito che ai fini del riconoscimento dello status di impresa innovativa, è rilevante non soltanto la titolarità da parte dell’impresa di un brevetto, ma anche la titolarità di una domanda di brevetto (nell’ipotesi cioè in cui l’impresa abbia presentato una domanda di brevetto, il cui iter di concessione non sia stato ancora completato). Inoltre è stato chiarito che il licenziatario di un brevetto è equiparato al titolare del brevetto anche se ad essere oggetto di licenza è un brevetto non ancora concesso, per il quale l’iter di concessione sia ancora in corso.

Il software che qualifica innovativa l’impresa

Per quanto riguarda i programmi per elaboratore, la legge prevede che la start-up sia innovativa allorquando è “titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore”. Al riguardo il Ministero ha chiarito che per “impresa titolare di un programma per elaboratore” si deve intendere non soltanto l’autore del software ma anche il soggetto (eventualmente diverso dall’autore) che sia titolare dei diritti esclusivi di sfruttamento economico del software. Dunque è innovativa l’impresa che ha acquistato i diritti di sfruttamento di un programma per elaboratore o che ne è licenziataria esclusiva.